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Descrizione del Territorio
TORRIANA

La Rocca


Chiesa di S. Vicinio


La Madonna di Saiano


Il maschio della fortezza
di Montebello
(Abitanti: 1.060 - Altitudine: 337 mt. slm)

Si fa immediatamente ripida la strada che da valle sale verso Torriana. Sulla sinistra si apre la Valmarecchia, a destra c'è la valle tracciata dal fiume Uso. Montebello, Verucchio e le tre torri di San Marino fanno da corona. Qui, antichi reperti, testimoniano insediamenti umani sin dall'epoca Villanoviana. Piccolo paese preapenninico formato da tre colline gibbose, Torriana, che fino al 1930 si chiamò "La Scorticata" da Castrum Scortigatae, è citata in documenti sin dal 1144. Nel XII secolo il suo castello si estendeva sulle due colline in cima alle quali erano collocate piccole fortezze con solide torri che costituivano un intrepido sistema difensivo che dominava le due vallate. La storia di Torriana infatti è fortemente influenzata dalla sua natura geologica, ideale per le genti come luogo di rifugio e perfetto per le soldataglie come luogo di controllo della valle. Nel 1223 i Consoli di Scorticata giurarono fedeltà al Comune di Rimini. Eccezionale dal punto di vista strategico e strutturale, la Rocca, si trovava allora sotto l'egida dei potenti Malatesta in ascesa sul controllo dell'intero territorio. Con il loro declinio Scorticata cadde in mano a Venezia, che mirava ad avvicinarsi al porto di Rimini, ma presto tornò allo Stato Pontificio sotto al cui potere rimase, pur con alterne vicende, fino alla costituzione del Regno d'Italia.

L'abitato
Il borgo di Torriana è appoggiato ai piedi del gran masso calcareo che un tempo dovette apparire ben più nudo di oggi, tutto circondato com'è da una fitta vegetazione.
L'abitato tuttavia si costituì in tempi di molto successivi alle fortificazioni, è infatti di impianto ottocentesco con le case che si inerpicano sul primo tratto dello scoglio roccioso.
Il paese si stende praticamente lungo la via principale ed ha nei suoi straordinari panorami, più che in monumenti e palazzi storici, la sua carta vincente.

La rocca
(Proseguendo la salita oltre la Torre Quadrata)
Più vistosa rispetto alla Torre Quadrata è stata oggetto di un ampio intervento di rifacimento. Dell'antica costruzione che occupava il cucuzzolo più alto del monte, restano una bella porta d'accesso, due grandi torrioni circolari, una cisterna, parte delle mura e del maschio. Una leggenda vuole che nei recessi della Rocca venisse trucidato nel 1304 Gianciotto Malatesta, lo stesso che anni prima, folle di gelosia, aveva ucciso la moglie Francesca da Rimini e il proprio fratello, Paolo, gli amanti sfortunati celebrati da Dante nella Divina Commedia.

La Chiesa di S.Vicinio
(Via Sodo Comune - Visitabile - tel 0541-675107)
La Chiesa parrocchiale di S.Vicinio, é stata costruita ex novo nel 1854, accanto alla vecchia chiesa ubicata un tempo dov'è ora la canonica. Al suo interno si trovano alcuni quadri di buona fattura, risalenti all'epoca della costruzione, fra cui un "S.Vicinio che prega l'Immacolata Concezione" e un "S.Bernardo", patrono del paese. L'organo è stato donato alla chiesa nel 1938 da Benito Mussolini nell'occasione in cui l'antico nome Scorticata fu cambiato in Torriana.

La torre quadrata
(Poco dopo il cimitero imboccando sulla destra Via Castello)
Risale al XIII secolo e da essa deriva il nome moderno di Torriana. Ubicata sulla cima di uno dei due colli rocciosi che danno identità al luogo, domina la valle del Marecchia. Quel che resta dell'antico manufatto, recentemente consolidato, si staglia netto sulla pianura ed è visibile da grande distanza. Anticamente un sistema di ponteggi la collegava alla Rocca.

Piazza Allende
Ubicata a fianco della strada principale la piazza di Torriana, strutturata a conca, un po' arena e un po' balcone, è aperta sul panorama della vallata del Marecchia.

L'albero dell'acqua
Scendendo la gradinata della piazza di Torriana, sulla destra, zampilla una fontana singolare, è "L'Albero dell'acqua", una fantasiosa creazione del poeta e sceneggiatore Tonino Guerra. La scultura ricorda il fiume Marecchia e le sue acque vivificatrici che attraversano terre, memorie e sogni.

La torre campanaria
(Poco sopra la Rocca attraverso uno scosceso sentiero verso la vetta)
Faceva parte della chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Filippo e Giacomo, distrutta durante l'ultimo conflitto mondiale (e di cui ora restano stanze aperte al cielo e muri perimetrali). La chiesa sovrastava un tempo la Rocca di Torriana.
La Torre, dotata di una campa-na, staccata dall'impianto della chiesa e ubicata nella parte che guarda il mare, gode di uno dei paesaggi più straordinari della Valmarecchia. L'occhio gira a 360 gradi in un volo da mozzafiato ad oltre 400 metri sul livello del mare e si appoggia su confini lontani, su fossi e calanchi, strette gole verdi e dirupi rocciosi, e su una straordinaria visione di Verucchio.

I dintorni

SAIANO
(A 3 chilometri dal Ponte Verucchio. Si prende la strada bianca a sinistra, subito dopo il ponte in direzione Villa Palazzi, qui si può lasciare l'auto e si prosegue lungo uno stradello che conduce fino al greto del fiume.
Da qui una pista pedonale ben riconoscibile porta fin sotto la rupe di Saiano, il sentiero per salire è a destra. Saiano si può raggiungere anche attraverso tre sentieri segnalati lungo la strada tra Torriana e Montebello).
La Torre e la Chiesa di Saiano sorgono su uno scoglio gessoso non lontano dal greto del fiume Marecchia che qui, prima di raggiungere il mare, si allarga in un'ampia ansa. Oggi il territorio è parte dell'oasi naturalistica di Montebello. Anticamente il luogo era sede di un Castrum appartenente ai principi di Carpegna e di cui si hanno notizie sin dal 962.
Il 15 agosto del 1996 il Santuario di Saiano, oggetto di un attento restauro che ha portato alla ricostruzione della sua cupola, è stato nuovamente riaperto al culto.
Attualmente è custodito da alcuni frati francescani dell'ordine del Cuore Immacolato di Maria provenienti dalla Colombia.
Si tratta di cinque confratelli, tutti giovani, tra i 18 e i 35 anni, giunti in Italia per svolgere la loro missione.

Il Santuario della Madonna
(Visitabile tranne il lunedì - tel 0338/3124415)
Costruita sui resti di un antico tempio pagano è dotata, al suo interno, di tre altari ed è dedicata alla Beata Vergine del Carmine.

La Madonna di Saiano
Statua in gesso, ritenuta miracolosa, risale al XV secolo ed era oggetto di un particolare culto: ogni 15 agosto si recavano alla chiesetta le partorienti dell'intera valle a pregare la Vergine per un esito felice. Tuttora il santuario festeggia la sua Madonna il 15 agosto.

Il portale in bronzo
Realizzato su disegno dello scultore Arnaldo Pomodoro, chiude il Santuario di Saiano. L'opera rappresenta il Marecchia e i suoi affluenti, ma, nella simbologia che le ha voluto conferire l'autore, il Marecchia è la Madonna che raccoglie come affluenti i suoi numerosi fedeli per condurli fino al mare, ossia fino a Dio.

La Torre cilindrica
Domina lo sperone di roccia viva di Saiano. E' ciò che resta dell'antico castello. Il manufatto, di foggia bizantina, come i resti delle mura, risale al VII secolo.

MONTEBELLO
Percorrendo un'aerea strada asfaltata di crinale, l'unica esistente, da Torriana si giunge in pochi minuti al castello di Montebello. Luogo di antiche battaglie, di magie panoramiche, di teneri fantasmi, Montebello ha conservato in barba ai secoli. e grazie alla sua posizione grifagna e solitaria, una struttura medievale pressoché intatta. Oltre i suoi bastioni e dietro la sagoma del castello le colline degradano verso la pianura e il mare. E all'orizzonte, azzurri nelle lontananza o nitidi nei giorni di sole, si scorgono i primi contrafforti dell'Appennino scuri di boschi.
Di origine militare romana (III secolo a.C.) come testimonia il nome, ossia Mons Belli, il monte della guerra, il castello di Montebello fu acquistato nel 1186 dai Malatesta che, in questa terra di confine dove tutti erano nemici di tutti, provvidero a dotarlo di fortificazioni. Il luogo infatti era ubicato proprio in faccia agli insediamenti dei Montefeltro, nemici storici del Malatesta.
E proprio i Montefeltro, nel 1393, con un audace colpo di mano, riuscirono a conquistare l'inespugnabile fortezza. Solo nel 1438 Sigismondo Pandolfo Malatesta riuscirà, con genio militare e spregiudicatezza strategica, a ricondurlo alla sua potente famiglia che viveva in quegli anni l'apice del proprio dominio. Ma l'inimicizia del papa Pio II Piccolomini e gli eterni rivali Montefeltro decretano l'inarrestabile declinio dei Malatesta. Il castello di Montebello nel 1463 passa ai conti Guidi di Bagno che ne
sono tutt'oggi proprietari.

Porta d'ingresso
Un tempo era il portone del Castello ed era preceduto da un profondo fossato asciutto, ora introduce al minuscolo borgo di Montebello il cui abitato conserva intatti tutti gli elementi urbanistici medievali. Il silenzio, il luogo è aperto solo ai mezzi motorizzati dei residenti che sono circa una trentina, l'atmosfera e i panorami ne fanno un luogo unico.
Capaci e comodi parcheggi, situati fuori le mura, danno spazio alle auto dei visitatori.

La Torre civica
Di epoca medievale troneggia nell'abitato con la sua solida mole quadrata. Orientata in modo che la sua campana fosse udibile sia nella Valle del Marecchia che in quella dell'Uso, ha scandito nei secoli avvenimenti e pericoli imminenti.

I sentieri
Intorno alle mura che stringono il piccolo borgo corrono diversi sentieri, un tempo uniche vie d'accesso, tracciati dai passi degli antichi abitanti. I loro nomi sono ancora ricchi delle suggestioni natruralistiche del luogo: il Passo della Volpe, il Passo del Sasso, i Torricini. Ripristinati e debitamente segnalati salgono e scendono dai parcheggi ubicati intorno al borgo.

La Chiesa del Borgo
(Visitabile - tel 0541-675107)
Intitolata a S.Pietro Apostolo, si incontra quasi in fondo all'abitato, seguendo il perimetro delle mura di Montebello.
Al suo interno appaiono chiari i segni dell'intervento effettuato nella prima metà del '700 da Ferdinando Guidi di Bagno. Anticamente era la chiesa del castello.
Al suo interno è riposto un organo settecentesco.
Altre opere: Paliotto, posto sotto l'altare maggiore risale al XVII secolo e richiama l'altro, più ridotto nelle dimensioni, esposto nella Cappella gentilizia del Castello.
Ancòna con i 15 Misteri del Rosario, collocata in fondo sulla destra è datata, come mostra la scritta, 1651. Al suo interno una tela settecentesca, di autore anonimo, riproduce la Madonna col Bambino.
S.Pietro, S.Biagio e S.Andrea, olio su tela del '700, di autore anonimo, collocato in fondo alla chiesa, ricorda un preciso atto storico: l'unificazione in un'unica prebenda delle tre parrocchie di S.Pietro, S.Andrea e S.Biagio operanti a quei tempi sul territorio di Montebello.

La Rocca di Montebello
(Visitabile - tel 0541-675436)
Subito dopo il Portale che introduce alla cerchia fortificata di Montebello, sulla destra, una rampa pietrosa conduce al Girone, ossia al secondo giro di mura, il bastione fortificato dentro a cui sorge la Rocca.
La costruzione, innestata sulla roccia, corrisponde alla parte originaria della fortificazione. Attorno ad essa, tra XI e il XVI secolo, sono state aggiunte altre strutture che hanno dato al castello caratteristiche di palazzo gentilizio.

Il maschio della fortezza
E' la parte originaria del castello. Le sue fondamenta innestano, in basso sulla roccia, un basamento esagonale a scarpa.

L'Armeria dell'Albana
(Visitabile, il sabato fino alle 23. Tel 0541-675180)
E' il primo edificio che si incontra in cima alla salita che conduce al Girone.
Si tratta di un'antica pieve romanica, come la facciata del manufatto rivela chiaramente, che ha subito nei secoli vari rimaneggiamenti e usi diversi: è stata fucina di fabbri ferrai, alloggiamento per le artiglierie ed ora accogliente enoteca.

La corte del castello
E' racchiusa in un quadrato di pareti, in cui si individuano le due parti che com-pongono l'edificio. La più vecchia ha mantenuto le forme difensive originali, la più recente (XVI e XVII secolo) risente invece della funzione residenziale.

L'ala rinascimentale
Costruita dai Malatesta a cavallo del 1400, custodisce decine di pezzi di arredo come quadri, mensole, specchi, cassettoni, autentici gioielli di arte e artigianato italiano fra il 1400 e il 1700.

La "Galleria di Azzurrina"
Ricorda la tragica vicenda di Guendalina, la bimba, figlia del feudatario Ugolinuccio Malatesta, che in un tempestoso pomeriggio del solstizio d'estate del 1375, svanisce misteriosamente nei sotterranei della fortezza inseguendo la sua palla di pezza.
La piccola, la cui voce secondo la leggenda si ode ancora singhiozzare ad ogni quinquennio nelle notti del solstizio d'estate, ribattezzata Azzurrina per i suoi limpidi occhi azzurri e i chiari capelli dai riflessi azzurrati, è una della tante misteriose presenze che popolano gli spazi del Castello. Per ascoltare i suoi struggenti singulti sono saliti al castello curiosi, medium, esperti e cacciatori di fantasmi.

L'oasi naturalistica
Si estende su 1200 ettari e costituisce la parte terminale del percorso sentieristico che dal Parco del Marecchia arriva fino a Montebello. Disseminati nell'oasi, che ha caratteristiche prettamente collinari e rocciose, un giardino botanico, la foresta, lo stagno, e una vasta presenza di specie animali. Sono stati contati sino ad oggi 8 specie di anfibi, 135 uccelli e 24 mammiferi. Fra le specie più rare figurano l'istrice e l'albanella. All'interno dell'oasi, lungo un intricato sistema di sentieri silenziosi e profumati nascono numerosi tipi di orchidee. Il periodo degli avvistamenti inizia con i primi tepori di marzo e si protrae fino all'estate. A contorno crescono asparagi, lentischi, pungitopo, erica arborea, primule, ciclamini, vinca minor ed ellebori. In fase di organizzazione, prevede nel proprio perimetro un museo naturalistico che offrirà spazi e materiali per la ricerca e la sperimentazione.