foto_01.jpg foto_02.jpg foto_03.jpg foto_04.jpg foto_05.jpg foto_06.jpg foto_07.jpg foto_08.jpg foto_09.jpg foto_10.jpg foto_11.jpg foto_12.jpg foto_13.jpg foto_14.jpg foto_15.jpg foto_11.jpg foto_12.jpg foto_13.jpg foto_14.jpg foto_15.jpg
Descrizione del Territorio
MONTEFIORE CONCA

Veduta del Paese


Rocca Malatestiana


Porta Curina


Chiesa di San Paolo
(Abitanti: 1771 - Altitudine: 385 mt. slm)

E’ la capitale medioevale della Vallata del Conca e uno dei paesi della Signoria più integri e affascinanti. Qui si respira un’aria particolare. Sarà per la rocca imponente con le sue linee severe che si scorgono sin dal mare, saranno i boschi e le campagne che circondano il centro storico, saranno le sue botteghe di artigiani, i suoi antichi rituali, la vista dei monti dell’Appennino e di tutta la costa romagnola: tutto contribuisce a creare una situazione speciale dove storia e natura hanno trovato un ottimo equilibrio. Tante sono le occasioni di spettacolo, feste , concerti, mostre e corsi d’arte: oggi Montefiore pensa al futuro come paese ospitale che sa proporre in modo nuovo i propri antichi tesori.Nelle terre di Montefiore abbondano le testimonianze di tempi lontani e lontanissimi.
Reperti dell’Età del Ferro sul Monte Faggeto, gran quantità di reperti risalenti all’epoca romana nel Pian di S. Pietro: ma se c’è un momento storico che ancora si “sente” in tutto il paese è quello medioevale o, per essere più precisi, quello dei Malatesta. La struttura del centro storico ha come perno la sovrastante Rocca, le strette vie del borgo fortificato si arrotolano ai suoi piedi e convergono verso un’unica porta di accesso. Tutti i muri sembrano testimoniare l’opera della casata Malatestiana che volle potenziare la Rocca per farne sia una fortezza imprendibile, baluardo contro il confinante Ducato d’Urbino, sia un’elegante residenza degna di ospitare principi e papi. La Rocca risale alla metà del 1300, nel 1377 nacque tra le sue mura Galeotto Malatesta detto Belfiore, nel 1432 Sigismondo Pandolfo la volle ancora più forte migliorando le difese e favorendo lo sviluppo di tutto il paese. Per Montefiore, come per gli altri castelli della Signoria, con la fine dei Malatesta comincia l’alternarsi di tanti domini: Montefiore vide il governo dei Borgia, della Repubblica di Venezia e anche quello di un ambiguo e contrastato personaggio di stirpe bizantina che fu Costantino Comneno principe di Macedonia, morto a Montefiore nel 1530. Dopo gli splendori malatestiani che videro il sorgere di monasteri, palazzi, chiese e il crescere di una ricca comunità, Montefiore abbandona il proprio ruolo di potere sulla valle e diviene attraverso i secoli quel tranquillo ma ancor vivace paese che è oggi.

La Via dei Romei
Secondo il parere di Nereo Alfieri, l'itinerario lungo la Valle del Conca fra Rimini e Urbino era più antico della via Flaminia e toccava sia Coriano che Montefiore Conca prima di inoltrarsi nelle Marche.

Rocca Malatestiana
E' il più potente simbolo del potere malatestiano di tutta la Valle del Conca, le sue geometrie offrono scorci unici. Sorge su un promontorio dove nelle giornate serene lo sguardo abbraccia la costa da Ravenna fino a Fano. Dal terrazzo più alto si vedono i monti dell’Appennino marchigiano e San Marino sembra a due passi. Qualcuno dice che con l’aria chiarissima si scorga anche il monte Velebit in Dalmazia, dall’altra parte dell’Adriatico.
Poco o nulla si sa della fondazione della fortezza ma è certo che nel 1337 Malatesta Guastafamiglia ne aveva già fatto un importante complesso militare e residenziale. Nel 1347 soggiorna tra le sue mura Luigi il Grande Re d’Ungheria con tutta la sua corte. Galeotto Malatesta Ungaro volle aggiungere qualcosa alla già ricca residenza e fu lui a commissionare il bello stemma che ritroviamo all’ingresso della rocca e soprattutto gli straordinari affreschi con scene di battaglia e ritratti di antichi eroi. Si tratta di opere rare per l’epoca (1370) e miracolosamente arrivate fino a noi. Gli affreschi staccati sono oggi esposti in una bella sala con soffitto a crocera; altri sono ancora nella loro collocazione originale (sala dell’imperatore) purtroppo per ora inaccessibile. La rocca ospitò tanti personaggi famosi: Sigismondo Re di Boemia e Imperatore, i Papi Gregorio XII e Giulio Secondo e poi nobili e condottieri che avevano rapporti con i Malatesta.
Sigismondo Pandolfo ritenne la fortezza importantissima per il controllo verso le terre governate da Federico da Montefeltro suo acerrimo nemico. Da notare nel cortile della rocca il bel posso della fine del 1300. La struttura complessiva vede ancora delle parti da restaurare e da recuperare rispetto agli interventi di qualche decennio fa.

Chiesa di San Paolo
XIV sec.. E' la chiesa parrocchiale di Montefiore; dell'architettura trecentesca si noti la struttura esterna complessiva e il portale. All'interno un bel crocefisso ligneo della Scuola Riminese del '300, un affresco della Madonna con Bambino e angelo di Bernardino Dolci (sec. XV) e la importante pala della Madonna della Misericordia di Luzio Dolci (sec. XVI).

Ex Convento di S. Francesco
Si trova appena fuori dal centro storico, sul colle Formosino, è un complesso che risale al XIII secolo. Qui nel 1459 fu firmata la pace tra Sigismondo Malatesta e Federico da Montefeltro e qui vestì l’abito francescano papa Clemente XIV.

Convento delle Clarisse
Si tratta di un grande complesso con numerosi edifici di epoche diverse e un bel giardino interno alle mura. Deve essere ancora recuperato in gran parte e non è sempre accessibile. Lo si può ammirare all’interno in occasione del Palio del Daino. La chiesetta che si apre sulla strada principale conserva un coro e alcuni crocefissi lignei del XVII secolo.

Santuario della Madonna di Bonora
(epoche varie). Uno dei luoghi di culto più importanti e conosciuti del Riminese. L'immagine della Madonna che allatta risale al XV secolo. La purezza popolare dell'immagine è da secoli ammirata e venerata da migliaia di fedeli che ogni anno accorrono alle celebrazioni. Interessante raccolta di ex voto. Ottima la posizione immersa nel verde e dominante la Valle del Ventena.

Chiesa dell’Ospedale sec XV
All’interno diversi resti di un bel ciclo di affreschi: ancor oggi si possono riconoscere scene della Resurrezione dei morti, del Paradiso, dell’Inferno ed altre ancora. Sono attribuiti a Bernardino e Ottaviano Dolci (sec XIV). Da notare anche il crocefisso ligneo con il suo stile popolare e il quadretto con S. Rocco, S. Giuseppe e Gesù fanciullo. Sono esposti anche i vari simboli della Passione che vengono usati nella Processione del Venerdì Santo.