Descrizione del Territorio
MONDAINO

Piazza Maggiore

Scorcio della Piazza

Rocca Malatestiana

Museo paleontologico
(Abitanti: 1460 - Altitudine: 400 mt. slm)
Su unalta collina della media Valconca, dove un tempo pascolavano i daini e sorgeva un tempio dedicato a Diana, gran dea della caccia e protettrice delle selve, nacque un paese. Il monte dei daini divenne un borgo fortificato, un caposaldo della Signoria dei Malatesta sui confini con le terre dei rivali Montefeltro, duchi di Urbino. Mura e porte fortificate, una potente rocca e tutta la struttura del paese ci parlano di questo passato che ogni anno rivive in una delle rievocazioni storiche più curate e coinvolgenti di tutta la Signoria. Ma la storia ha regalato a Mondaino belle cose anche nei secoli successivi, la sua singolarissima piazza circolare, i suoi palazzi e le chiese. Il verde fatto di campagne e macchie è ancora tanto, pronto per essere attraversato e apprezzato in tutte le stagioni.
Il nome di Mondaino ci racconta già un po la sua storia: il tempio di Diana che sorgeva da queste parti doveva essere particolarmente importante se in epoca romana viene ricordato un Vicus Dianensis, cioè linsediamento da cui trasse origine il paese. L avvento del Cristianesimo cambia il nome in Mons Damarum, il monte dei daini che poi diventa Mondaino, il castello la cui importanza militare e civile crebbe notevolmente ai tempi della Signoria malatestiana. Il 1289 vede già il governo dei Malatesta, i quali considerarono sempre il paese come luogo prediletto (non solo per la sua posizione di confine ma anche probabilmente perché abbastanza sicuro e rappresentativo della propria potenza) per la firma di trattati con i loro acerrimi nemici, i Montefeltro signori della splendida città di Urbino (distante da qui solo 25 km.) e di tutti i contadi dellalta Valconca. Le mura di Mondaino hanno assistito a scontri e battaglie ma hanno visto dunque anche atti e incontri politici del più alto livello. Prima Carlo Malatesta con Antonio da Montefeltro - siamo nel 1393 - poi Sigismondo Pandolfo con Federico duca di Urbino - è il 1459 - si incontrano a Mondaino per i patti di pace, destinati comunque a durar poco, come dimostra il fatto che nel 1462 Federico conquista il castello e lo dona alla Chiesa. Nei secoli successivi Mondaino resta uno dei principali paesi della vallata; la sua bella piazza semicircolare ottocentesca, qualche palazzo nobiliare, le sue architetture ed anche il saldo tessuto cittadino che ancor oggi mantiene, dimostrano la vitalità di un centro storico e di un territorio ancor oggi molto apprezzato.
Porta Marina
E'la bella porta di accesso al paese, si attribuisce alle opere di ammodernamento della struttura difensiva volute da Sigismondo Pandolfo Malatesta
Piazza Maggiore
Sec. XIX. E' forse la piazza più singolare del riminese, certamente la più interessante di quelle risalenti al 1800. La sua forma semicircolare definita dal porticato neoclassico si deve all'ingengo dell'architetto Francesco Cosci. La via centrale del paese si innesta su questo spazio tondeggiante cosicchè gli abitanti definiscono affettuosamente laloro piazza Piazza padella. E' il cuore del paese, qui avvengono le tenzoni delle varie contrade che danno vita al Palio del Daino.
Rocca Malatestiana
Un tassello fondamentale della linea difensiva della Signoria malatestiana, strategico per mantenere il controllo sui pericolosi castelli vicini e sui movimenti di truppe dei Montefeltro. La struttura esterna della Rocca è ben leggibile, saldamente appoggiata su un potente muro a scarpa e dotata di una elegante merlatura ghibellina. Tutto lapparato difensivo di Mondaino fu potenziato da Sigismondo durante il suo dominio: si pensi che la cinta muraria contava ben 13 torrioni. Federico da Montefeltro disse del castello: luogo forte et importante, che nessuno patto può essere conquistato. Allinterno della rocca si trovano il Municipio e le istituzioni culturali. Due curiosità della Rocca, non facilmente accessibili, sono una al suo culmine, con il terrazzo che offre una vista incomparabile su Romagna e Montefeltro, e una nelle sue fondamenta, con una serie di passaggi segreti utilizzati per scopi militari. In una sala è conservato laffresco raffigurante la Madonna del Latte di Bernardino Dolci (sec. XV).
Chiesa parrocchiale di S. Michele Arcangelo
Una bella e spaziosa chiesa settecentesca che conserva pregevoli opere del XV e XVI secolo e tre suggestivi paliotti (frontale dell'altare) finemente decorati con una antica tecnica (sec. XVIII). Si dice che qui sorgesse l'antico tempio dedicato a Diana.
Ex Convento di S. Francesco
Si trova appena fuori dal centro storico, sul colle Formosino, è un complesso che risale al XIII secolo. Qui nel 1459 fu firmata la pace tra Sigismondo Malatesta e Federico da Montefeltro e qui vestì labito francescano papa Clemente XIV.
Convento delle Clarisse
Si tratta di un grande complesso con numerosi edifici di epoche diverse e un bel giardino interno alle mura. Deve essere ancora recuperato in gran parte e non è sempre accessibile. Lo si può ammirare allinterno in occasione del Palio del Daino. La chiesetta che si apre sulla strada principale conserva un coro e alcuni crocefissi lignei del XVII secolo.
Museo Paleontologico
Le sue sale sono allinterno della Rocca. Sono custoditi e catalogati i fossili provenienti da Mondaino e dai territori circostanti. Una bella raccolta con reperti molto spettacolari, impronte sulla roccia di pesci (ben 21 specie), altri animali e piante che hanno anche la bella età di 4 milioni di anni. Per una particolarità della roccia e del processo di fossilizzazione le tracce degli organismi sono straordinariamente nitide. Esistono numerose pubblicazioni e guide che parlano di tutti i vari aspetti scientifici legati alla esposizione e alle ricerche effettuate dal museo.
Su unalta collina della media Valconca, dove un tempo pascolavano i daini e sorgeva un tempio dedicato a Diana, gran dea della caccia e protettrice delle selve, nacque un paese. Il monte dei daini divenne un borgo fortificato, un caposaldo della Signoria dei Malatesta sui confini con le terre dei rivali Montefeltro, duchi di Urbino. Mura e porte fortificate, una potente rocca e tutta la struttura del paese ci parlano di questo passato che ogni anno rivive in una delle rievocazioni storiche più curate e coinvolgenti di tutta la Signoria. Ma la storia ha regalato a Mondaino belle cose anche nei secoli successivi, la sua singolarissima piazza circolare, i suoi palazzi e le chiese. Il verde fatto di campagne e macchie è ancora tanto, pronto per essere attraversato e apprezzato in tutte le stagioni.
Il nome di Mondaino ci racconta già un po la sua storia: il tempio di Diana che sorgeva da queste parti doveva essere particolarmente importante se in epoca romana viene ricordato un Vicus Dianensis, cioè linsediamento da cui trasse origine il paese. L avvento del Cristianesimo cambia il nome in Mons Damarum, il monte dei daini che poi diventa Mondaino, il castello la cui importanza militare e civile crebbe notevolmente ai tempi della Signoria malatestiana. Il 1289 vede già il governo dei Malatesta, i quali considerarono sempre il paese come luogo prediletto (non solo per la sua posizione di confine ma anche probabilmente perché abbastanza sicuro e rappresentativo della propria potenza) per la firma di trattati con i loro acerrimi nemici, i Montefeltro signori della splendida città di Urbino (distante da qui solo 25 km.) e di tutti i contadi dellalta Valconca. Le mura di Mondaino hanno assistito a scontri e battaglie ma hanno visto dunque anche atti e incontri politici del più alto livello. Prima Carlo Malatesta con Antonio da Montefeltro - siamo nel 1393 - poi Sigismondo Pandolfo con Federico duca di Urbino - è il 1459 - si incontrano a Mondaino per i patti di pace, destinati comunque a durar poco, come dimostra il fatto che nel 1462 Federico conquista il castello e lo dona alla Chiesa. Nei secoli successivi Mondaino resta uno dei principali paesi della vallata; la sua bella piazza semicircolare ottocentesca, qualche palazzo nobiliare, le sue architetture ed anche il saldo tessuto cittadino che ancor oggi mantiene, dimostrano la vitalità di un centro storico e di un territorio ancor oggi molto apprezzato.
Porta Marina
E'la bella porta di accesso al paese, si attribuisce alle opere di ammodernamento della struttura difensiva volute da Sigismondo Pandolfo Malatesta
Piazza Maggiore
Sec. XIX. E' forse la piazza più singolare del riminese, certamente la più interessante di quelle risalenti al 1800. La sua forma semicircolare definita dal porticato neoclassico si deve all'ingengo dell'architetto Francesco Cosci. La via centrale del paese si innesta su questo spazio tondeggiante cosicchè gli abitanti definiscono affettuosamente laloro piazza Piazza padella. E' il cuore del paese, qui avvengono le tenzoni delle varie contrade che danno vita al Palio del Daino.
Rocca Malatestiana
Un tassello fondamentale della linea difensiva della Signoria malatestiana, strategico per mantenere il controllo sui pericolosi castelli vicini e sui movimenti di truppe dei Montefeltro. La struttura esterna della Rocca è ben leggibile, saldamente appoggiata su un potente muro a scarpa e dotata di una elegante merlatura ghibellina. Tutto lapparato difensivo di Mondaino fu potenziato da Sigismondo durante il suo dominio: si pensi che la cinta muraria contava ben 13 torrioni. Federico da Montefeltro disse del castello: luogo forte et importante, che nessuno patto può essere conquistato. Allinterno della rocca si trovano il Municipio e le istituzioni culturali. Due curiosità della Rocca, non facilmente accessibili, sono una al suo culmine, con il terrazzo che offre una vista incomparabile su Romagna e Montefeltro, e una nelle sue fondamenta, con una serie di passaggi segreti utilizzati per scopi militari. In una sala è conservato laffresco raffigurante la Madonna del Latte di Bernardino Dolci (sec. XV).
Chiesa parrocchiale di S. Michele Arcangelo
Una bella e spaziosa chiesa settecentesca che conserva pregevoli opere del XV e XVI secolo e tre suggestivi paliotti (frontale dell'altare) finemente decorati con una antica tecnica (sec. XVIII). Si dice che qui sorgesse l'antico tempio dedicato a Diana.
Ex Convento di S. Francesco
Si trova appena fuori dal centro storico, sul colle Formosino, è un complesso che risale al XIII secolo. Qui nel 1459 fu firmata la pace tra Sigismondo Malatesta e Federico da Montefeltro e qui vestì labito francescano papa Clemente XIV.
Convento delle Clarisse
Si tratta di un grande complesso con numerosi edifici di epoche diverse e un bel giardino interno alle mura. Deve essere ancora recuperato in gran parte e non è sempre accessibile. Lo si può ammirare allinterno in occasione del Palio del Daino. La chiesetta che si apre sulla strada principale conserva un coro e alcuni crocefissi lignei del XVII secolo.
Museo Paleontologico
Le sue sale sono allinterno della Rocca. Sono custoditi e catalogati i fossili provenienti da Mondaino e dai territori circostanti. Una bella raccolta con reperti molto spettacolari, impronte sulla roccia di pesci (ben 21 specie), altri animali e piante che hanno anche la bella età di 4 milioni di anni. Per una particolarità della roccia e del processo di fossilizzazione le tracce degli organismi sono straordinariamente nitide. Esistono numerose pubblicazioni e guide che parlano di tutti i vari aspetti scientifici legati alla esposizione e alle ricerche effettuate dal museo.
