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Descrizione del Territorio
MONTEGRIDOLFO

Centro storico


La Porta d'accesso


Il castello
(Abitanti: 940 - Altitudine: 290 mt. slm)

Una schiera di castelli posti a breve distanza uno dall’altro doveva garantire la difesa della Signoria dei Malatesta verso le confinanti terre marchigiane sottoposte al ducato di Urbino. Montegridolfo era ed e’ ancora oggi posto a guardia del crinale che divide la valle del conca, sul versante romagnolo, dalla valle del foglia, sul versante marchigiano. Un borgo tutto chiuso da alte mura con l’accesso protetto da una torre con porta d’epoca medioevale, un borgo integro nella struttura, che ha visto negli ultimi anni un’opera di restauro accurata ed integrale con lo scopo di far rivivere il paese in una prospettiva di ospitalità, turismo e cultura.
Il castello di Montegridolfo non era una residenza signorile, ne’ un insediamento militare, ma un borgo murato, ovvero un “cassero”, recinto rettangolare con torre-porta avente funzione difensiva. Era abitato da artigiani e da agricoltori facoltosi. L’origine del nome non e’ tuttora certa. Tra le diverse ipotesi, la piu’ accreditata sostiene che questo nome derivi da una parola di origine germanica che significa sterposo, rozzo. Non si conosce l’anno della sua costruzione; si pensa sia avvenuta attorno all’anno 1000. Nel 1148 (prima data certa) apparteneva all’abbazia dei Santi Pietro e Paolo di Rimini. Alla fine del 1200 passo’ sotto la signoria dei Malatesta. Il Castello venne purtroppo a trovarsi in una zona calda fra le due signorie nemiche, quella dei Malatesta e quella dei Montefeltro di Urbino. Frequenti furono gli attacchi e le incursioni. In una di queste, le soldatesche di Ferrantino, alleato con i Montefeltro e in lotta con il cugino Malatesta, provocarono moltissimi danni al Castello. Era l’anno 1336. I malatesta ne iniziarono però, l’anno dopo, la ricostruzione, con mura più alte, difese da 4 torrioni. Il castello rimase ai Malatesta fino al 1500, quando passo’ sotto il dominio del duca Valentino Borgia. Sconfitto questi nel 1503, Pandolfo Malatesta vendette il territorio alla Repubblica Veneta, che dopo sei anni lo cedette allo stato pontificio.

Porta d'accesso
si tratta dell'accesso fortificato al borgo: la porta decisamente bella risale al 1500 e ha visto modifiche nel corso del tempo. L'arco di ingresso è sormontato da una torre e vi sono i segni evidenti dell'esistenza di un ponte levatoio.

Santuario della Beata Vergine delle Grazie
Un santuario famoso in tutta la zona ancora oggi molto frequentato dai devoti. Dalla costruzione originale - ilculto risale al 1548 - rimane quasi nulla ma all'interno c'è un bel quadro raffigurante l'apparizione della Madonna dipinto da Pompeo Morganti da Fano nel 1549. Notevole lo sfondo della pittura che rappresenta il castello di Montegridolfo e le campagne circostanti.

Castello/centro storico
L'impianto urbanistico è rimasto quello medioevale, il terrapieno è circondato da forti mura fiancheggiate da torrioni, all’interno si sviluppa l’intero borgo fatto di viuzze su cui si affacciano gli edifici principali e le casupole.
Il palazzo del Municipio è proprio attaccato alla porta di ingresso, l’altro edificio notevole è Palazzo Viviani (ora adibito a prestigioso albergo e ristorante) che sorge sui resti della Rocca. Tutto il centro storico restituisce l’immagine precisa del piccolo castello che ha saputo conservarsi ed adattarsi con armonia nel corso di diversi secoli.
Segnaliamo anche la veduta panoramica che dalle mura si ha della costa pesarese, riminese e dalla bassa vallata del fiume Foglia.

Montegridolfo - Trebbio
Chiesa di San Rocco

sec. XIV. E' la chiesa che sorge appena fuori dalle mura forse dov'era un luogo di ospitalità per i pellegrini. Singolare la storia delle tre belle opere conservate al suo interno. Singolare perchè queste tre pitture erano una sola, nel sendo che i tre pittori in epoche diverse dipinsero tutti sulla stessa porzione di muro, creando così tre raffigurazioni sovrapposte. Le opere di restauro e distacco hanno però separato le pitture e restituito così tre preziosi documenti pittorici di stili ovviamente differenti applicati alla raffigurazione dello stesso culto mariano.
Le tre opere sono: Madonna col Bambino in trono fra i Santi Rocco e Sebastiano di anonimo marchigiano 1427; Madonna col Bambino in trono fra i Santi Rocco e Sebastiano di Girolamo Marchesi 1520 - 1525; Madonna col Bambino e i Santi di Guido Cagnacci 1623.