Analisi Ambientale e Socio Economico
Inquadramento dellArea Leader +
Il territorio della Area Romagnola su cui il seguente progetto pone la candidatura per il riconoscimento della Iniziativa Comunitaria Leader + può essere distinto tra aree rurali pedecollinari, collinari e montane delle Province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini.
Il territorio risulta geograficamente collegato ed omogeneo dal punto di vista socioeconomico ed ambientale. Si estende, infatti, dal crinale appenninico ravennate, con i Comuni situati nelle alte vallate dei Fiumi Senio, Sintria e Lamone, che unisce lestremo territorio a Sud-Ovest della Provincia di Ravenna, al crinale appenninico riminese a Sud-Est, con i Comuni situati nellalta vallata del Fiume Conca.
Il sistema ambientale
Il territorio dellAlta Romagna può essere distinto tra aree pedecollinari, aree collinari e montane delle Province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini.
Larea pedecollinare, che si estende tra il margine collinare, lasse viario della Via Emilia e il mare Adriatico, è la parte dove lo sviluppo economico ha maggiormente inciso sullecosistema. Le aree collinari e montane si sviluppano lungo il crinale appenninico. Laspetto orografico e morfologico è caratterizzato da un territorio prevalentemente montuoso, con propaggini collinari verso Nord. La zona di montagna presenta una struttura di vallate dirette da Sud-Ovest a Nord-Est. La quota più elevata è raggiunta dal Monte Falco (1.654 m.), in Provincia di Forlì-Cesena. Il territorio di montagna e di collina presenta una problematica ambientale collegata a fenomeni di dissesto idrogeologico inoltre il fenomeno di spopolamento, particolarmente intenso negli anni 60 e 70, ha ulteriormente aggravato il quadro complessivo in quanto la gestione del territorio non è stato oggetto dei consueti interventi tradizionali di manutenzione da parte della popolazione locale. Lo stato dellAppennino Romagnolo è comunque buono, grazie alla minore pressione antropica, alle azioni di tutela ambientale, allestensione delle aree naturali protette. Il Territorio presenta unampia varietà di habitat naturali, che ospitano numerose specie di animali e vegetali. La posizione geografica favorisce anche la contemporanea presenza di specie continentali e mediterranee, distribuite in una ricca varietà di ambienti, che presentano quadri di conservazione e di compromissione differenti, caratterizzati da una rilevante diversità biologica. Un importante elemento del Territorio da considerare è dato dalla presenza dei Parchi e delle Riserve Naturali Orientate, estesi su 18. 853,21 Ettari del Territorio, e le zone SIC e ZPS individuati ai sensi delle Direttive 92/43/CEE e 79/409/CEE (Rete Natura 2000), estesi su 33.966 Ettari del Territorio (di cui 32.092,244 Ettari, pari al 95,6%, in Comuni Obiettivo 2), che non sono solo indice della volontà di garantire uno sviluppo eco – sostenibile al territorio, ma rappresentano anche una risorsa turistica ed innescano importanti economie locali. I Siti della Rete Natura 2000 (Siti Bioitaly, Dir. 92/43/CEE) presenti nel Territorio Appenninico Romagnolo, Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e Zone di Protezione Speciale (ZPS) sono 14 e sono estesi per oltre 36.800 Ettari (Ettari 7.614,14 nellArea Ravennate, Ettari 28.090,31 nellArea Forlivese, Ettari 1.195,37 nellArea Riminese), pari a circa il 17% del Territorio inserito in Area Leader +.
Lelenco delle Aree e la loro localizzazione sono riportati in Allegato:
La fascia collinare è interessata del cosiddetto clima padano di transizione temperato-caldo, con freddi intensi dinverno e punte di caldo estivo. Le piogge hanno una distribuzione di tipo mediterraneo.
Aspetti idrografici.
I corsi dacqua presenti nella zona pedecollinare, collinare e montana presentano un carattere torrentizio e quindi con significative variazioni sia stagionali sia mensili delle portate. Si trovano inoltre numerosi laghetti di varia origine ed interessanti soprattutto dal punto di vista naturalistico.
Sorgenti Termali.
Le sorgenti indicate come Termali sono acque con chimismo particolare e/o temperatura superiore a quella ambiente. NellAppennino Romagnolo poche sono le sorgenti di acque termali veramente calde, che superano i 20° C; queste ultime si suddividono in due gruppi: uno con valori di temperatura compresi tra i 35° e i 45 ° C (sorgenti del Comune di Bagno di Romagna, FC), laltro con temperature compresi tra i 20° e i 25 ° C (sorgenti di Rocca San Casciano). Quanto alle sorgenti termali con temperature inferiori, comprese tra i 10° e i 20 ° C circa, si riferiscono alle seguenti località: Comuni di Brisighella, Riolo Terme, in Provincia di Ravenna, Comuni di Bertinoro, Castrocaro Terme, in Provincia di Forlì-Cesena.
Il sistema socio economico
La situazione demografica. Oltre agli aspetti morfologici, il carattere comune del Territorio candidato al Programma Leader + si manifesta in una cronica debolezza strutturale, che risulta particolarmente evidente sul piano degli equilibri demografici con una Popolazione di 99.290 abitanti ed rapporto tra il numero di Popolazione anziana e la Popolazione con età inferiore ai 14 anni è sbilanciato pesantemente verso la Popolazione Anziana (soprattutto Femminile)
La partecipazione al mercato del lavoro.
La struttura per età della Popolazione influenza in modo significativo i livelli di partecipazione al mercato del lavoro. NellArea compresa si registrano dati negativi rispetto alla media regionale e delle Province di riferimento.
la distribuzione per settore economico della forza lavoro presenta una forte specializzazione nel settore primario. LAgricoltura contribuisce infatti per il 15,8 % alla occupazione totale, mentre nel resto della regione tale quota supera di poco il 7%. LIndustria occupa oltre il 51% degli Addetti, di cui oltre il 38 % sono presenti nel settore delle Attività manifatturiere. Il Commercio occupa circa il 15 % degli Addetti, mentre significativa è la percentuale di Addetti nel settore di servizio al Turismo (Alberghi e Ristorazione), pari al 6 %. Il settore dei Servizi è pari a circa il 9 % degli Addetti.
Le specificità socioeconomiche del sistema produttivo.
Per lArea eleggibile la distribuzione, per settore economico, della forza lavoro residente presenta una forte specializzazione nel settore primario e una connotazione agricola e rurale.
Il sistema economico del Territorio dellAltra Romagna è caratterizzato da 12.491 Unità Locali, composte dal 37,2 % da Imprese agricole, pari a 4.640 Imprese, (Media regionale pari al 31,5%), dal 24,6 % da Imprese Industriali, pari a 3.080 Imprese, (Media regionale pari al 20,5%), di cui 1.638, oltre al 53%, sono Imprese Manifatturiere e dal 37,1 % dai Servizi, pari a 4.630 Imprese, di cui 2.302 pari al 50%, sono Imprese del Commercio, (Media regionale pari al 48%). La distribuzione, per settore economico, della forza lavoro residente presenta una forte specializzazione nel settore primario: lagricoltura contribuisce, infatti, per 15,8% delloccupazione totale, con 3.661 Addetti, mentre il dato medio regionale risulta essere poco oltre il 7%. Il numero delle Imprese agricole supera il 37% del numero totale delle Imprese del Territorio, rispetto al 9,6% della media regionale. LIndustria rappresenta il 25% del totale delle Imprese presenti, rispetto alla media regionale del 20,5 %, e occupa il 51% degli Addetti. Il Comparto Manifatturiero rappresenta il 53% delle Imprese (U.L) del Comparto Industriale, e ne occupa il 75% degli Addetti. La debolezza del settore Manifatturiero è desumibile anche dal profilo dimensionale: la dimensione media delle Unità Locali manifatturiere è pari a 5,4, nettamente inferiore alla media regionale, pari a 9,1. La bassa percentuale è attribuibile soprattutto alla minore presenza sul Territorio di uno dei comparti chiave del sistema produttivo industriale della Pianura, quello della produzione di macchine ed impianti. Una peculiarità del Territorio è data dalla presenza di elevate quote di forza lavoro impegnata nel Comparto Edile, caratterizzato da Unità Locali di piccolissime dimensioni. Si riscontrano localmente alcune specializzazioni produttive, prevalentemente in settori tradizionali quali il calzaturiero, il ceramico e materiali per ledilizia. Per quanto attiene al settore Terziario, che rappresenta il 37 % delle Imprese (U.L.) e oltre il 33% degli Addetti si riscontrano sostanziali differenze in termini di composizione: in generale il Territorio è caratterizzato da una carenza di Addetti nei comparti dei servizi creditizi e assicurativi, dei servizi avanzati alle Imprese e nel campo dei servizi alle famiglie. Soprattutto appare insufficientemente dotato di servizi culturali e sanitari. Inoltre, nonostante oltre il 60% delle Imprese del Terziario appartengano al Settore commerciale e ne occupino oltre il 60 % degli Addetti, si registra una scarsa presenza di strutture commerciali allingrosso e della Grande Distribuzione. Sempre per quanto attiene il settore commerciale si registra una contrazione significativa degli esercizi negli Anni 90. Questo fenomeno, anche se comune a tutto il territorio nazionale, risulta particolarmente marcato nelle aree periferiche e rurali, e oltre a produrre un danno sul piano economico, ancora più accentuato è il danno prodotto sul piano della funzione svolta a livello sociale da parte delle piccole botteghe ed esercizi commerciali nelle frazioni più marginali e nei borghi dellAppennino: il permanere di questi esercizi, al pari dei servizi alla persona in campo sociale ed assistenziale, rappresenta un obiettivo da perseguire per garantire alla popolazione un livello di qualità della vita accettabile e nel contempo sostenere la vitalità economica di queste aree. Punti di rilievo, in termini di Imprese ed addetti del settore Terziario, si riscontrano nel settore Turistico: servizi alberghieri e ristorativi, soprattutto in alcuni Comuni a forte valenza turistica come quelli del Comparto Termale. Landamento della consistenza ricettiva dellarea presenta 628 Unità Locali afferenti al turismo, Alberghi e Ristoranti, con 1.397 Addetti. Il Comune con la maggiore percentuale di U. L. è Bagno di Romagna, oltre all11%, seguito dai Comuni di Castrocaro Terme, circa il 6%, Riolo Terme, pari all8%, Brisighella, con oltre il 6%, e Santa Sofia, con oltre il 5%: Termalismo e Natura sono i poli di attività economiche legate al Turismo. Le presenza turistiche risultano, infatti, di oltre 1.090.000 presenze, di cui oltre 858.000 presso esercizi alberghieri, e circa 231.000 presso esercizi complementari. Oltre il 30% delle presenze turistiche è rilevato nel Comune di Bagno di Romagna, il 27% a Castrocaro Terme, (Tabelle in allegato). Per quanto concerne il turismo legato alla ruralità, va rilevato che non vi è una grande diffusione di Agriturismi (N° 90 in totale, pari al 24,4 % delle strutture presenti sul territorio regionale), tipologia ricettiva emergente invece nelle aree rurali in genere. Inoltre una quota significativa delle Aziende agrituristiche svolge solamente attività di ristorazione. Anche i Campeggi, con 9 strutture sul Territorio, pari all8,3% delle strutture presenti sul territorio regionale, non risultano particolarmente diffusi. Ancora meno incisiva la presenza di Ostelli e Rifugi, che con 8 e 2 Strutture, rappresentano appena il 18% e l11% delle strutture presenti a livello regionale. Entrambe le tipologie sono collocate nel territorio compreso nella Provincia di Forlì-Cesena. Il turismo rappresenta attualmente una discreta fonte occupazionale e di reddito per la popolazione del territorio, anche se lofferta turistica può essere potenziata sia in termini quantitativi che qualitativi: attualmente attraverso politiche di settore, in particolare attraverso la creazione delle Unioni di Prodotto, si è avviato un processo per mettere a sistema lofferta e la promozione turistica, valorizzando il patrimonio culturale, naturalistico e folcloristico locale.
Il territorio della Area Romagnola su cui il seguente progetto pone la candidatura per il riconoscimento della Iniziativa Comunitaria Leader + può essere distinto tra aree rurali pedecollinari, collinari e montane delle Province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini.
Il territorio risulta geograficamente collegato ed omogeneo dal punto di vista socioeconomico ed ambientale. Si estende, infatti, dal crinale appenninico ravennate, con i Comuni situati nelle alte vallate dei Fiumi Senio, Sintria e Lamone, che unisce lestremo territorio a Sud-Ovest della Provincia di Ravenna, al crinale appenninico riminese a Sud-Est, con i Comuni situati nellalta vallata del Fiume Conca.
Il sistema ambientale
Il territorio dellAlta Romagna può essere distinto tra aree pedecollinari, aree collinari e montane delle Province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini.
Larea pedecollinare, che si estende tra il margine collinare, lasse viario della Via Emilia e il mare Adriatico, è la parte dove lo sviluppo economico ha maggiormente inciso sullecosistema. Le aree collinari e montane si sviluppano lungo il crinale appenninico. Laspetto orografico e morfologico è caratterizzato da un territorio prevalentemente montuoso, con propaggini collinari verso Nord. La zona di montagna presenta una struttura di vallate dirette da Sud-Ovest a Nord-Est. La quota più elevata è raggiunta dal Monte Falco (1.654 m.), in Provincia di Forlì-Cesena. Il territorio di montagna e di collina presenta una problematica ambientale collegata a fenomeni di dissesto idrogeologico inoltre il fenomeno di spopolamento, particolarmente intenso negli anni 60 e 70, ha ulteriormente aggravato il quadro complessivo in quanto la gestione del territorio non è stato oggetto dei consueti interventi tradizionali di manutenzione da parte della popolazione locale. Lo stato dellAppennino Romagnolo è comunque buono, grazie alla minore pressione antropica, alle azioni di tutela ambientale, allestensione delle aree naturali protette. Il Territorio presenta unampia varietà di habitat naturali, che ospitano numerose specie di animali e vegetali. La posizione geografica favorisce anche la contemporanea presenza di specie continentali e mediterranee, distribuite in una ricca varietà di ambienti, che presentano quadri di conservazione e di compromissione differenti, caratterizzati da una rilevante diversità biologica. Un importante elemento del Territorio da considerare è dato dalla presenza dei Parchi e delle Riserve Naturali Orientate, estesi su 18. 853,21 Ettari del Territorio, e le zone SIC e ZPS individuati ai sensi delle Direttive 92/43/CEE e 79/409/CEE (Rete Natura 2000), estesi su 33.966 Ettari del Territorio (di cui 32.092,244 Ettari, pari al 95,6%, in Comuni Obiettivo 2), che non sono solo indice della volontà di garantire uno sviluppo eco – sostenibile al territorio, ma rappresentano anche una risorsa turistica ed innescano importanti economie locali. I Siti della Rete Natura 2000 (Siti Bioitaly, Dir. 92/43/CEE) presenti nel Territorio Appenninico Romagnolo, Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e Zone di Protezione Speciale (ZPS) sono 14 e sono estesi per oltre 36.800 Ettari (Ettari 7.614,14 nellArea Ravennate, Ettari 28.090,31 nellArea Forlivese, Ettari 1.195,37 nellArea Riminese), pari a circa il 17% del Territorio inserito in Area Leader +.
Lelenco delle Aree e la loro localizzazione sono riportati in Allegato:
- Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e di Campigna: istituito con DPR del luglio 1993, si estende per circa 36.000 Ha, ne fanno parte le Valli romagnole del Montone, del Rabbi e del Bidente, suddiviso nei tre rami di Corniolo, Ridracoli e Pietrapazza che si congiungono a monte del di Santa Sofia.
- Riserva Naturale Regionale Bosco di Scardavilla: istituita con Deliberazione del Consiglio Regionale N° 342 del 29/1/91, si estende per 28,09 Ha nella prima fascia pedecollinare che si eleva dalla pianura forlivese, nel Comune di Meldola.
- Riserva Naturale Regionale Onferno: istituita con Deliberazione del Consiglio Regionale N° 421 del 23/3/91, ai sensi della L.R. 2aprile 1988 N° 11, si estende per 129,23 ha nella fascia collinare della Valle del Conca, nel comune di Gemmano.
- Foresta Demaniale Alto Senio e Lamone: i complessi forestali Alto Senio ed Alto Lamone presentano due nuclei ben separati: il complesso demaniale Alto Senio occupa la parte sud - occidentale del Comune di Casola Valsenio (RA) e parzialmente del Comune di Castel del Rio (BO), con una superficie di Ha 681, 65 in provincia di Ravenna; il complesso demaniale Alto Lamone occupa la parte sud - occidentale del Comune di Brisighella (RA) con una superficie di Ha 1.105.
- Vena del Gesso Romagnola: è una enorme formazione gessoso – solfifera particolarmente sviluppata tra la Valle del Lamone e quella del Sillaro. Si estende per 6.641,14 Ha. Tra le mete più visitate, nei pressi del Comune di Riolo Terme, la Grotta di Re Tiberio, gli Orridi di Rio Basino; la Grotta Tanaccia, nei pressi di Brisighella, ha restituito resti di genti preistoriche.
- Parco Naturale Carnè: istituito nel 1973 su iniziativa della Provincia di Ravenna e dei Comuni di Faenza e di Brisighella. Il nucleo originario del Parco di circa 40 Ha rappresenta un concentrato di tutti i più caratteristici aspetti geologici della Vena del Gesso. Vi si possono osservare sia fenomeni carsici superficiali (doline, erosioni a candela, bolle di scollamento), sia fenomeni sotterranei quali inghiottitoi, risorgenti, pozzi.
La fascia collinare è interessata del cosiddetto clima padano di transizione temperato-caldo, con freddi intensi dinverno e punte di caldo estivo. Le piogge hanno una distribuzione di tipo mediterraneo.
Aspetti idrografici.
I corsi dacqua presenti nella zona pedecollinare, collinare e montana presentano un carattere torrentizio e quindi con significative variazioni sia stagionali sia mensili delle portate. Si trovano inoltre numerosi laghetti di varia origine ed interessanti soprattutto dal punto di vista naturalistico.
Sorgenti Termali.
Le sorgenti indicate come Termali sono acque con chimismo particolare e/o temperatura superiore a quella ambiente. NellAppennino Romagnolo poche sono le sorgenti di acque termali veramente calde, che superano i 20° C; queste ultime si suddividono in due gruppi: uno con valori di temperatura compresi tra i 35° e i 45 ° C (sorgenti del Comune di Bagno di Romagna, FC), laltro con temperature compresi tra i 20° e i 25 ° C (sorgenti di Rocca San Casciano). Quanto alle sorgenti termali con temperature inferiori, comprese tra i 10° e i 20 ° C circa, si riferiscono alle seguenti località: Comuni di Brisighella, Riolo Terme, in Provincia di Ravenna, Comuni di Bertinoro, Castrocaro Terme, in Provincia di Forlì-Cesena.
Il sistema socio economico
La situazione demografica. Oltre agli aspetti morfologici, il carattere comune del Territorio candidato al Programma Leader + si manifesta in una cronica debolezza strutturale, che risulta particolarmente evidente sul piano degli equilibri demografici con una Popolazione di 99.290 abitanti ed rapporto tra il numero di Popolazione anziana e la Popolazione con età inferiore ai 14 anni è sbilanciato pesantemente verso la Popolazione Anziana (soprattutto Femminile)
La partecipazione al mercato del lavoro.
La struttura per età della Popolazione influenza in modo significativo i livelli di partecipazione al mercato del lavoro. NellArea compresa si registrano dati negativi rispetto alla media regionale e delle Province di riferimento.
la distribuzione per settore economico della forza lavoro presenta una forte specializzazione nel settore primario. LAgricoltura contribuisce infatti per il 15,8 % alla occupazione totale, mentre nel resto della regione tale quota supera di poco il 7%. LIndustria occupa oltre il 51% degli Addetti, di cui oltre il 38 % sono presenti nel settore delle Attività manifatturiere. Il Commercio occupa circa il 15 % degli Addetti, mentre significativa è la percentuale di Addetti nel settore di servizio al Turismo (Alberghi e Ristorazione), pari al 6 %. Il settore dei Servizi è pari a circa il 9 % degli Addetti.
| Numero di Addetti | ||
| Settore | N. Addetti | % sul Totale |
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a) Agricoltura, caccia e selvicoltura b) Pesca, piscicoltura e servizi connessi c) Estrazioni minerali d) Attività manifatturiere e) Produzione distribuzione di energia elettrica, acqua e gas f) Costruzioni g) Commercio ingrosso e dettaglio, riparazione di auto, moto e beni personali h) Alberghi e Ristoranti i) Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni j) Intermediazione monetaria e finanziaria k) Attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca profess. ed imprendit. l) Pubblica Amministrazione m) Istruzione n) Sanità ed altri servizi sociali o) Altri servizi pubblici, sociali e personali Totale |
3.661 0 115 8.827 204 2.665 3.456 1.397 849 363 608 n. d. 21 319 705 23.190 |
15,8 0 0,5 38,1 0,9 11,5 14,9 6,0 3,7 1,6 2,6 n.d. 0,1 1,4 3,0 100 |
| Fonte: Camera di Commercio di FC– RN – RA, 1999 *Dati riferiti alle Aree Censuarie | ||
Le specificità socioeconomiche del sistema produttivo.
Per lArea eleggibile la distribuzione, per settore economico, della forza lavoro residente presenta una forte specializzazione nel settore primario e una connotazione agricola e rurale.
Il sistema economico del Territorio dellAltra Romagna è caratterizzato da 12.491 Unità Locali, composte dal 37,2 % da Imprese agricole, pari a 4.640 Imprese, (Media regionale pari al 31,5%), dal 24,6 % da Imprese Industriali, pari a 3.080 Imprese, (Media regionale pari al 20,5%), di cui 1.638, oltre al 53%, sono Imprese Manifatturiere e dal 37,1 % dai Servizi, pari a 4.630 Imprese, di cui 2.302 pari al 50%, sono Imprese del Commercio, (Media regionale pari al 48%). La distribuzione, per settore economico, della forza lavoro residente presenta una forte specializzazione nel settore primario: lagricoltura contribuisce, infatti, per 15,8% delloccupazione totale, con 3.661 Addetti, mentre il dato medio regionale risulta essere poco oltre il 7%. Il numero delle Imprese agricole supera il 37% del numero totale delle Imprese del Territorio, rispetto al 9,6% della media regionale. LIndustria rappresenta il 25% del totale delle Imprese presenti, rispetto alla media regionale del 20,5 %, e occupa il 51% degli Addetti. Il Comparto Manifatturiero rappresenta il 53% delle Imprese (U.L) del Comparto Industriale, e ne occupa il 75% degli Addetti. La debolezza del settore Manifatturiero è desumibile anche dal profilo dimensionale: la dimensione media delle Unità Locali manifatturiere è pari a 5,4, nettamente inferiore alla media regionale, pari a 9,1. La bassa percentuale è attribuibile soprattutto alla minore presenza sul Territorio di uno dei comparti chiave del sistema produttivo industriale della Pianura, quello della produzione di macchine ed impianti. Una peculiarità del Territorio è data dalla presenza di elevate quote di forza lavoro impegnata nel Comparto Edile, caratterizzato da Unità Locali di piccolissime dimensioni. Si riscontrano localmente alcune specializzazioni produttive, prevalentemente in settori tradizionali quali il calzaturiero, il ceramico e materiali per ledilizia. Per quanto attiene al settore Terziario, che rappresenta il 37 % delle Imprese (U.L.) e oltre il 33% degli Addetti si riscontrano sostanziali differenze in termini di composizione: in generale il Territorio è caratterizzato da una carenza di Addetti nei comparti dei servizi creditizi e assicurativi, dei servizi avanzati alle Imprese e nel campo dei servizi alle famiglie. Soprattutto appare insufficientemente dotato di servizi culturali e sanitari. Inoltre, nonostante oltre il 60% delle Imprese del Terziario appartengano al Settore commerciale e ne occupino oltre il 60 % degli Addetti, si registra una scarsa presenza di strutture commerciali allingrosso e della Grande Distribuzione. Sempre per quanto attiene il settore commerciale si registra una contrazione significativa degli esercizi negli Anni 90. Questo fenomeno, anche se comune a tutto il territorio nazionale, risulta particolarmente marcato nelle aree periferiche e rurali, e oltre a produrre un danno sul piano economico, ancora più accentuato è il danno prodotto sul piano della funzione svolta a livello sociale da parte delle piccole botteghe ed esercizi commerciali nelle frazioni più marginali e nei borghi dellAppennino: il permanere di questi esercizi, al pari dei servizi alla persona in campo sociale ed assistenziale, rappresenta un obiettivo da perseguire per garantire alla popolazione un livello di qualità della vita accettabile e nel contempo sostenere la vitalità economica di queste aree. Punti di rilievo, in termini di Imprese ed addetti del settore Terziario, si riscontrano nel settore Turistico: servizi alberghieri e ristorativi, soprattutto in alcuni Comuni a forte valenza turistica come quelli del Comparto Termale. Landamento della consistenza ricettiva dellarea presenta 628 Unità Locali afferenti al turismo, Alberghi e Ristoranti, con 1.397 Addetti. Il Comune con la maggiore percentuale di U. L. è Bagno di Romagna, oltre all11%, seguito dai Comuni di Castrocaro Terme, circa il 6%, Riolo Terme, pari all8%, Brisighella, con oltre il 6%, e Santa Sofia, con oltre il 5%: Termalismo e Natura sono i poli di attività economiche legate al Turismo. Le presenza turistiche risultano, infatti, di oltre 1.090.000 presenze, di cui oltre 858.000 presso esercizi alberghieri, e circa 231.000 presso esercizi complementari. Oltre il 30% delle presenze turistiche è rilevato nel Comune di Bagno di Romagna, il 27% a Castrocaro Terme, (Tabelle in allegato). Per quanto concerne il turismo legato alla ruralità, va rilevato che non vi è una grande diffusione di Agriturismi (N° 90 in totale, pari al 24,4 % delle strutture presenti sul territorio regionale), tipologia ricettiva emergente invece nelle aree rurali in genere. Inoltre una quota significativa delle Aziende agrituristiche svolge solamente attività di ristorazione. Anche i Campeggi, con 9 strutture sul Territorio, pari all8,3% delle strutture presenti sul territorio regionale, non risultano particolarmente diffusi. Ancora meno incisiva la presenza di Ostelli e Rifugi, che con 8 e 2 Strutture, rappresentano appena il 18% e l11% delle strutture presenti a livello regionale. Entrambe le tipologie sono collocate nel territorio compreso nella Provincia di Forlì-Cesena. Il turismo rappresenta attualmente una discreta fonte occupazionale e di reddito per la popolazione del territorio, anche se lofferta turistica può essere potenziata sia in termini quantitativi che qualitativi: attualmente attraverso politiche di settore, in particolare attraverso la creazione delle Unioni di Prodotto, si è avviato un processo per mettere a sistema lofferta e la promozione turistica, valorizzando il patrimonio culturale, naturalistico e folcloristico locale.
