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Descrizione del Territorio
SOGLIANO

Chiesa del Suffragio


Tipica fossa per il formaggio


Fonte battesimale
Abazia di Montetiffi


Non lontano dal Ponte Romanico, il fiume Uso, nei millenni, ha inciso il suo corso nell'arenaria; l'acqua, scavando gorghi e trine nella roccia, ha creato un paesaggio quasi lunare.
(Abitanti: 2.893 - Altitudine: 380 mt. slm)

Sogliano sorge tra il Rubicone e il medio corso del Marecchia e nell'antichità fu luogo di incontro e scontro tra Umbri, Galli e Romani. Fino al 59 a.C. il Rubicone segnò il confine amministrativo tra la Repubblica Romana e la Gallia Cisalpina: un rigido confine che non doveva essere oltrepassato da soldati armati, fossero pure romani. Ma nell'inverno del 49 a.C. Giulio Cesare osò lo storico passaggio, proprio nelle vicinanze dell'Adriatico. Se sia quello o no lo storico Rubicone, tuttavia, è questione di aspre contese fra storici e studiosi. Probabilmente Sogliano deve il nome all'insediamento dei veterani di Silla ma la sua storia è legata soprattutto ai Malatesta da Verucchio, un dominio che attraversò le vicende di quasi quattro secoli, dal 1278 fino al 1640, anno in cui la Santa Sede ne assunse il comando tramite governatori.
Da ricordare il passaggio di Garibaldi (1 agosto 1849) in fuga dopo la sconfitta della Repubblica Romana e, soprattutto, l'istituzione del Comune avvenuta nel 1862. Settembre e ottobre del 1944 furono mesi drammatici per il paese, sottoposto ai cannonneggiamenti per il passaggio del fronte. Negli anni del dopoguerra il Comune, che contava fino a 14 mila abitanti, ha subito una vasta emigrazione.

Palazzo Comunale
(Piazza della Repubblica - Visitabile - tel 0541-948610)
La sede del Municipio è ospite in un palazzo padronale, ex Palazzo Mariani, le cui sale sono abbellite da pregevoli affreschi e arricchite di lapidi storiche.

Stemma di S.Marco
Lo stemma in marmo con il Leone di San Marco (oggi in Municipio) fatto predisporre da Ramberto Malatesta nei primi anni del 1500 all'epoca in cui il signore di Sogliano era pronto a sottomettersi alla Serenissima che già aveva occupato varie zone in Romagna e a Rimini.

Teatro Comunale
(Via Cavour e Piazzetta Mazzini- Visitabile - tel 0541-948610 comune)
Fondato nel 1867 in un'ala del Palazzo appartenuto a don Orazio Antimi è stato inaugurato nuovamente il 15 novembre 1997 dopo un radicale restauro. L'attuale edificio (131 posti a sedere) era inserito in un più vasto complesso, parte di un convento francescano esistente ai tempi di Ramberto Malatesta (1465-1531).

Ex Casa del Fascio
(Piazza Giacomo Matteotti - Visitabile - tel 0541-948680)
Fu progettata e costruita nel 1941 dall'architetto bolognese Luigi Giordani su interessamento dello stesso Mussolini. Attualmente è sala polivalente e deputata all'accogliemento di alcune iniziative conviviali, fra cui quelle organizzate dalla Pro Loco.

Chiesa del Suffragio
(Piazzetta Mazzini - Visitabile - Tel 0541-948688)
Con l'annessa Torre Civica La Chiesa del Suffragio risale al 1690 e fu costruita per iniziativa della Compagnia del Suffragio.
All'interno: Paliotto dell'altare maggiore della Chiesa del Suffragio, opera in scagliola policroma datata 1713 e realizzata dagli scagliolisti Nicola Onofri e Domenico Flamini di Verucchio.
Madonna delle Vigne, Pala d'altare di autore anonimo, datata 1575. Il quadro era collocato precedentemente nell'oratorio cimiteriale costruito nel 1717.
Battesimo di Cristo, olio su tela, attribuito alla scuola del Guercino.
Madonna dello Spasimo, Tela anonima, anteriore al 1520. L'opera era collocata nella chiesa di Santa Maria dello Spasimo, oggi la Chiesa, inglobata nel monastero delle suore Agostiniane, è chiusa e il quadro si può vedere nella chiesa del Suffragio, a destra dell'altare maggiore. Forse faceva parte di un polittico.

Chiesa Parrocchiale
(Via Cavour, 24 -Visitabile - Tel 0541-948688)
Dell'imponente chiesa parrocchiale di Sogliano si hanno notizie sin dal 1144. La ricorda Papa Lucio II in una bolla che attribuisce la chiesa alla Pieve di S.Giovanni in Galilea. La Parrocchia venne scelta da alcuni Malatesta come luogo di loro sepoltura. Al suo interno, sotto il pavimento, è sepolta Carolina Pascoli, sorella del poeta (1860-1865).

Giovanni Pascoli
Il poeta Giovanni Pascoli (1855-1912), nato nella vicina San Mauro Pascoli, fu il primo cittadino onorario di Sogliano (seduta consiliare del 20 febbraio 1906).
A lui Sogliano, "piccolo grandemente amato paese di Romagna", ha dedicato la via che conduce al Monastero delle suore Agostiniane, il cui annesso educandato, dal 1874 al 1882, ospitò le sorelle Ida e Maria, ed a cui Pascoli ha dedicato versi delicatissimi. Il legame tra Sogliano e Pascoli, fu molto forte, non solo perchè qui vi abitarono i parenti più cari, la zia materna Rita Allocatelli Vincenzi e il cuginetto Placido, scomparso prematuramente il 5 settembre 1894, ma anche perchè fu prediletto luogo di ispirazione poetica.

Museo del Disco
(Via Ricci, 62 - Visitabile - tel 0541-948418)
Fra le curiosità da visitare a Sogliano sta di diritto uno straordinario Museo del Disco. Unico in Italia, raccoglie 110 anni della registrazione, una ricca collezione di rarità dove la sorpresa è garantita. Il museo, allestito da un privato con una cura ed una meticolosità che ne fa un luogo dal rigore scientifico, ha in mostra pezzi rarissimi o addirittura unici. Nella foto il Picture Disc disegnato da Pablo Picasso.

Le fosse
(Via G. Pascoli, Via Roma, Via Le Greppe)
E' legata a Sogliano una saporosa prelibatezza casearia, il formaggio di fossa. Si tratta di un tipico prodotto locale ottenuto dalla fermentazione nelle fosse di stagionatura del classico formaggio prodotto nella zona compresa tra le vallate del Rubicone e del Marecchia, a cavallo tra Romagna e Marche. Le fosse sono ambienti sotterranei, di probabile origine medievale, scavati nel tufo dell'abitato soglianese e adibiti, un tempo, a depositi di grano. L'usanza di "seppellire" il formaggio viene tramandata nei secoli, se ne parla in documenti risalenti al XV secolo, quale parte integrante delle tradizioni contadine del luogo.
Le fosse - ne esistono diverse, fra cui la fossa Pellegrini che può contenere fino a 100 quintali di formaggio, e quelle (5) ubicate nel convento di clausura delle suore Carmelitane - vengono aperte ogni anno il 16 agosto e da questo giorno fino ai primi di settembre chiunque può depositare all'interno, per la stagionatura, il proprio prodotto. Un rigido rituale di allestimento dell'ambiente che conserverà i formaggi per la stagionatura è compito esclusivo di operai esperti.
Quindi le fosse vengono richiuse e riaperte tre mesi più tardi in concomitanza con una grande sagra offrendo un prodotto dal gusto unico e dall'odore forte e del tutto inconfondibile.

I dintorni

PIETRA DELL'USO
(A 8 km. da Sogliano in direzione Montetiffi)
L'antico borgo Castrum Petrae Bizingorum, dal nome della famiglia dei Bizinghi, oggi Pietra dell'Uso. Attualmente è un piccolo borgo rurale praticamente spogliato dall'immigrazione verso valle.

Chiesa della Natività di Maria
Aggrappata alla rupe omonima, la chiesa di Pietra dell'Uso, la cui origine si colloca nel medioevo, spicca con il suo campanile a guardia della valle. In asse al primitivo ingresso c'è una cappella a pianta quadrangolare, mentre al bel campanile (XVIII secolo) fondato sulla roccia si accede dall'esterno. Nel sito, posto in posizione dominante rispetto al fiume Uso e alla strada verso Strigara, i terrazzamenti in muratura lasciano presupporre che, in loco, esistesse un edificio militare con caratteristiche di avvistamento. Attiva come chiesa parrocchiale dedicata alla Natività di Maria fino agli anni '60, è successivamentte caduta in disuso a causa dello spopolamento dell'Appennino.

MONTEFITTI
(A 11 chilometri da Sogliano in diirezione Ponte Uso)
Borgo medievale (35 famiglie nel 1371) e forse insediamento romano, come testimoniano alcuni ritrovamenti, Montetiffi nel secolo scorso fu area di confine tra la Romagna papale, il Granducato di Toscana e la Repubblica di San Marino. E a quell'epoca le gendarmerie ebbero qui un gran daffare. Infatti i mulini non servivano solo per macinare il grano, ma, perlopiù a produrre polvere pirica; con lo zolfo della vicina Perticara se ne produceva di ottima. E fioriva il contrabbando, attivissimo tra i confini dei tre diversi stati qui delimitati. Tanto che molti fra i più vecchi nonni di oggi sono orgogliosi di essere figli dei figli dei briganti, quando essere tali significava soprattutto opposizione libertaria al potere costituito. Intorno all'abitato s'intravvedono le tracce di una cinta muraria.

Abbazia di Montetiffi
(Via Castello - Visitabile - tel 0541-940612 o 940602)
Nel cuore del montuoso e pittoresco Montefeltro, su un roccione che domina una valle solitaria ed aspra, è collocata l'antica abbazia benedettina di Montetiffi. La chiesa abbaziale, con la canonica e la residenza dei monaci, si arroca sulla sommità della rupe, rivolta a mezzogiorno. L'abside è fondata sulla roccia e il pensiero non può fare a meno di correre all'audacia dei maestri comacini. Costruita in pietra concia a metà del XI secolo è uno dei più importanti monumenti romanici che la Romagna possa vantare. Donata all'ordine benedettino dai capifamiglia del luogo, l'abbazia fu restaurata nel 1384 per assumere la funzione di protezione militare. Il possente fabbricato è disposto su tre piani, mentre gli spazi più bassi, aperti a botola sulle cantine sono scavati nel ventre della montagna.

Torre campanaria
E' collocata a lato della chiesa, dalla parte dello strapiombo, ed è una costruzione massiccia e slanciata ad un tempo, che domina il panorama dei monti circostanti. All'ultimo piano alloggia una campana, che scandisce il mezzogiorno della vallata.

Ponte romanico
(A 2 chilometri dall'Abbazia. Superata la chiesa scendere per 1 chilometro e imboccare un viottolo sulla sinistra)
Utilizzato già in epoca romanica, ma ora in disuso, il ponte medievale testimonia il ruolo di Montetiffi nella rete dei collegamenti intervallivi, principalmente verso il valico di crinale che porta in Valmarecchia.
Accanto al Ponte si trovano ancora i ruderi dell'antico Molino costruito in arenaria locale.

Chiese della Cella e di S.Luca
(Ai piedi della salita che conduce all'Abbazia )
La Chiesa cosiddetta Della Madonna delle Nevi o della Cella, con la Cappella di S.Giuseppe e la Chiesa di S.Luca, detta dei Morti, costituisce un nucleo oratoriale probabilmente già esistente in epoca medievale, incentrato sulla presenza di un luogo di culto collegato all'area cimiteriale.
Sull'esterno lo smembramento dell'antico cimitero della comunità, avvenuto all'epoca della realizzazione dell'attuale via d'accesso al borgo, ha lasciato a fianco della Chiesa di S.Luca un brano di area cimiteriale rappresentato da un terreno fortemente calcificato denominato l'ossario per la forte presenza di ossa umane. Il nucleo oratoriale presenta oggi in prevalenza elementi settecenteschi.

Reali Leo: l'ultimo tegliaio di Montetiffi
Legata a Montetiffi è l'antica (i primi documenti risalgono al 1527) e particolarissima fabbricazione delle teglie in argilla per cuocere la piadina, tipica focaccia romagnola salata che sostituisce il pane.
Si tratta di una produzione che fu nota in tutta la Romagna che conta, ormai, su un ultimo, unico, artigiano. L'antica attività dei tegliai ha ispirato a Giovanni Pascoli i noti versi "Fosse andato pur la dove è maestra / gente in far teglie, sotto cui bel bello / scoppietti il pungitopo e la ginestra".