Descrizione del Territorio
COMUNITA' MONTANA FORLIVESE




Il territorio della Comunità Montana Forlivese si estende dallalto Appennino, caratterizzato dal folto manto delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona, Campigna dove si originano le due vallate dei fiumi Bidente e Rabbi, il cui corso trascorre rispettivamente per Forlimpopoli e per Forlì. Da queste due località si può quindi risalire per percorrere le due direttrici della Comunità Montana Forlivese.
I comuni compresi in questo ampio susseguirsi di foreste, crinali, bacini e colline sono 7, seguendo il naturale corso dei fiumi: Santa Sofia, Galeata, Civitella, Cusercoli, Meldola e la parte più elevata di Bertinoro, (lungo il corso del Bidente), Premilcuore e Predappio (lungo il corso del Rabbi).
Questi Comuni hanno in qualche modo inscritto nel loro proprio nome la memoria delle origini (burgus galliatae, civitatula, chiuserculi, galliata e ancora planum mercurii e castrum petrae appii), ma i segni della storia vissuta, quando non si siano ritrovati scavando , come per lacquedotto di Traiano che dal Bidente portava lacqua a Ravenna, restano nelle mura, nelle rocche, nei monumenti che gli abitanti hanno trascinato nella loro vicenda attuale restaurandoli e trasformandoli in luoghi di incontri culturali, o in musei, finanche in musei urbani come è successo a Predappio.Tutti modi creativi di fare memoria della storia non solo per sè, ma anche per i turisti che numerosi frequentano le due valli.
Quando si è a Santa Sofia si ha la strada aperta per alcune escursioni di interesse turistico e naturalistico sia verso la Campigna, dove nei mesi invernali si pratica lo sci di fondo e discesa, sia verso Ridracoli fino alla Diga omonima, imponente opera di ingegneria idraulica. Da Galeata si raggiunge in breve la zona archeologica di Mevaniola nei pressi di Pianetto, ma reperti importanti sono conservati nel Museo civico Domenico Mambrini nel Palazzo Pretorio. Civitella ha una consolidata tradizione agricola e Cusercoli esporta in tutto il mondo i rosari e le coroncine qui confezionate. Bertinoro è conosciuta ovunque per la Festa dellOspitalità che onora una antica tradizione locale. Predappio è visitata da due tipi di turismo che si intersecano tra il nucleo originario, Predappio Alta che offre nel borgo medievale il Museo del Vino preso la Ca de sanzves e la Sagra dei Vignaioli e la Predappio Nuova dove i luoghi mussoliniani sono stati organizzati per un percorso storico. A Premilcuore si fa la Contesa dei Castelli, a luglio, una sfida con macchine da guerra tra borghi confinanti, sfilate in costume e cene medievali. Nelle vicinanze, a Fiumicello, è meta continua di visite, anche didattiche, il Mulino Mengozzi ancora funzionante grazie alla perseveranza dei proprietari.
Tra le produzioni agricole che sempre hanno allietato le mense, sostenuto le economie e motivato nel tempo le tradizioni di sagre e feste spiccano la coltivazione del ciliegio a Civitella (sono le morette, le morandine, le comine, i duroni), la viticoltura (ottimi Albana e Sangiovese DOC) a Bertinoro e Predappio, il fungo Prugnolo a Cusercoli, il tartufo a Civitella, i Fichi a Pianetto di Galeata. E dovunque in queste terre si cucina la Piadina romagnola, cibo tipico simbolo della tradizione di Romagna sempre accompagnata dal Sangiovese migliore. Le paste fatte a mano, ovvero la sfoglia confezionata con uova e farina e tirata sul tagliere, sono laltro vessillo della cucina romagnola sempre servite con condimenti tipici come il ragout di carne o cotte nel brodo di gallina.
I comuni compresi in questo ampio susseguirsi di foreste, crinali, bacini e colline sono 7, seguendo il naturale corso dei fiumi: Santa Sofia, Galeata, Civitella, Cusercoli, Meldola e la parte più elevata di Bertinoro, (lungo il corso del Bidente), Premilcuore e Predappio (lungo il corso del Rabbi).
Questi Comuni hanno in qualche modo inscritto nel loro proprio nome la memoria delle origini (burgus galliatae, civitatula, chiuserculi, galliata e ancora planum mercurii e castrum petrae appii), ma i segni della storia vissuta, quando non si siano ritrovati scavando , come per lacquedotto di Traiano che dal Bidente portava lacqua a Ravenna, restano nelle mura, nelle rocche, nei monumenti che gli abitanti hanno trascinato nella loro vicenda attuale restaurandoli e trasformandoli in luoghi di incontri culturali, o in musei, finanche in musei urbani come è successo a Predappio.Tutti modi creativi di fare memoria della storia non solo per sè, ma anche per i turisti che numerosi frequentano le due valli.
Quando si è a Santa Sofia si ha la strada aperta per alcune escursioni di interesse turistico e naturalistico sia verso la Campigna, dove nei mesi invernali si pratica lo sci di fondo e discesa, sia verso Ridracoli fino alla Diga omonima, imponente opera di ingegneria idraulica. Da Galeata si raggiunge in breve la zona archeologica di Mevaniola nei pressi di Pianetto, ma reperti importanti sono conservati nel Museo civico Domenico Mambrini nel Palazzo Pretorio. Civitella ha una consolidata tradizione agricola e Cusercoli esporta in tutto il mondo i rosari e le coroncine qui confezionate. Bertinoro è conosciuta ovunque per la Festa dellOspitalità che onora una antica tradizione locale. Predappio è visitata da due tipi di turismo che si intersecano tra il nucleo originario, Predappio Alta che offre nel borgo medievale il Museo del Vino preso la Ca de sanzves e la Sagra dei Vignaioli e la Predappio Nuova dove i luoghi mussoliniani sono stati organizzati per un percorso storico. A Premilcuore si fa la Contesa dei Castelli, a luglio, una sfida con macchine da guerra tra borghi confinanti, sfilate in costume e cene medievali. Nelle vicinanze, a Fiumicello, è meta continua di visite, anche didattiche, il Mulino Mengozzi ancora funzionante grazie alla perseveranza dei proprietari.
Tra le produzioni agricole che sempre hanno allietato le mense, sostenuto le economie e motivato nel tempo le tradizioni di sagre e feste spiccano la coltivazione del ciliegio a Civitella (sono le morette, le morandine, le comine, i duroni), la viticoltura (ottimi Albana e Sangiovese DOC) a Bertinoro e Predappio, il fungo Prugnolo a Cusercoli, il tartufo a Civitella, i Fichi a Pianetto di Galeata. E dovunque in queste terre si cucina la Piadina romagnola, cibo tipico simbolo della tradizione di Romagna sempre accompagnata dal Sangiovese migliore. Le paste fatte a mano, ovvero la sfoglia confezionata con uova e farina e tirata sul tagliere, sono laltro vessillo della cucina romagnola sempre servite con condimenti tipici come il ragout di carne o cotte nel brodo di gallina.
