Descrizione del Territorio
MODIGLIANA

La Roccaccia

La Tribuna

La porta del Borgo

Ponte S. Donato
(Abitanti: 4.830 - Altitudine: 185 mt. slm)
Modigliana sorge fra le colline e i monti dell'Appennino Tosco Romagnolo, nell'incontro fra tre valli, percorse ciascuna dai fiumi Ibòla, Tramazzo e Acereta che qui si incontrano prendendo il nome di Tramazzo. Le sue origini si identificano con Castrum Mutilum, fondato dai romani e ricordato dalla storico Tito Livio. Il toponimo è stato collegato anche all'espressione latina medio amnium, il mezzo alle acque (per la sua ubicazione fra tre fiumi), da cui Mitiliana e infine Modigliana. Di certo l'antico Castrum (inizialmente di proprietà degli Arcivescovi di Ravenna) fu dominato lungamente dai Conti Guidi che ebbero qui la loro prima e principale residenza dalla fine del X secolo fino al 1377, quando il paese si diede in accomandigia a Firenze. Nel 1384 il libero Comune di Modigliana elaborò propri statuti, riformati poi nel 1445 dopo che il Castello era stato occupato dai soldati del Duca di Milano e da altri nemici della Repubblica di Firenze, quali i Manfredi della vicina Faenza. Modigliana rimase quindi podesteria di primo grado, dipendente dal Capitanato di Castrocaro fino al 1510, quando la Signoria di Firenze la rese autonoma. Nel 1772 il Granduca di Toscana, Leopoldo I di Lorena, abolì la podesteria ed eresse Modigliana a vicariato minore con giurisdizione anche su Tredozio. Nel 1837 la città passa sotto la giurisdizione del commissariato di Rocca S.Casciano e, per ricompensarla di ciò che le era stato tolto, il Granduca Leopoldo II, nel 1838, dichiarò Modigliana "Città nobile" col privilegio, per le famiglie signorili, di fregiarsi di titoli nobiliari. Il 16 luglio 1850 papa Pio IX erigeva Modigliana a sede vescovile, istituzione che ridiede alla città impulso culturale. Modigliana restò parte del commissariato di Rocca San Casciano fino al 1923 quando Mussolini la riannetterà alla Provincia di Forlì.
La Roccaccia
(Via della Rocca - Visitabile intorno alle mure)
Il suo nucleo originario risale all'epoca del dominio dei Conti Guidi (XII-XIII secolo) anche se, probabilmente le sue fondamenta sono di epoca alto-medievale. I lavori di fortificazione, come mostra la data incisa sul torrione della Tribuna, terminarono solo nel 1534 e recintarono di mura il cosiddetto Borgo Nuovo, racchiuso tra Borgo Vecchio ed il fiume Tramazzo. Ma fin dagli ultimi anni del XVI secolo, venuta a cadere la sua funzione di difesa, era stata poi abbandonata a se stessa. E tuttavia ancor oggi resta un imponente edificio, ben visibile dalla strada che conduce a Dovadola attraverso il monte Trebbio. Dal lato Ovest la Rocca è curiosamente visibile in sezione longitudinale, con l'interno di un torrione a vista, a causa di un crollo avvenuto durante il terremoto del 1918.
Palazzo Borghi
(Piazza Pretorio)
L'imponente palazzo fu abitazione della famiglia Borghi e assunse le forme attuali del tardo Rinascimento toscano forse nel XVII secolo. E' tradizione che in esso avvenisse il famoso "baratto": si racconta infatti che Filippo d'Orleans, pretendente al trono di Francia, trovandosi in esilio in Italia per motivi politici e sostando a Modigliana, sotto lo pseudonimo di conte di Joinville, ebbe dalla moglie una figlia. Per evitare l'estinzione della famiglia in linea maschile, cosa che avrebbe pregiudicato agli Orleans la successione al trono di Francia, si dice che la bimba fosse scambiata con il figlio del carceriere Chiappini, nato nello stesso giorno. La bambina, di nome Maria Stella, rivendicò sempre, ma invano, la sua nobile nascita.
Oratorio di S.Rocco e S.Sebastiano
(Piazza Pretorio - Visitabile solo in occasione di iniziative pubbliche)
Sede dei Padri Scolopi delle Scuole Pie, che istituirono la scuola nella casa contigua, risale al 1690. La chiesa, all'esterno, presenta una caratteristica copertura detta a "cappello di prete", e l'interno, a croce greca, ormai spoglia di decorazioni e arredi, una spaziosa ed austera architettura. Sconsacrata e restaurata circa 15 anni fa oggi è adibita a manifestazioni pubbliche.
Palazzo Pretorio
(Piazza Pretorio)
Fin dal 1377 fu sede dei podestà inviati da Firenze per l'amministrazione e la giurisdizione del paese. La parte originaria del palazzo è quella centrale. Un tempo era più alto e ornato di merlatura, ma fu abbassato a causa dei danni dei terremoti. All'interno, nel vasto atrio a volte a crociera sono visibili gli stemmi dei podestà succedutisi nel governo della città. Il piano superiore del palazzo ospita l'Archivio del Comune, ricco di opere e documenti importanti), ed in tempi brevi ospiterà la Pinacoteca Comunale di Arte Moderna.
La Porta del Borgo
(Piazza Pretorio)
Costituisce l'ingresso al Borgo Vecchio e si apre sulla più antica cerchia di mura che racchiudono la Piazza Pretorio, mura che ora rimangono inglobate nelle case che, nel corso dei secoli, vi sono state costruite a ridosso. Il tempo ha reso illeggibile lo stemma al di sopra dell'arco.
Chiesa di S.Domenico
(Piazza Oberdan - Visitabile - Tel 0546-941149)
La chiesa, che chiude uno dei lati della oblunga piazza Oberdan, è sorta nel 1473 sul luogo di una cappella dedicata alla Madonna delle Grazie. Il suo interno è collocato su tre navate, mentre la facciata è frutto di un restauro effettuato nel 1932.
All'nterno: Crocifisso, pera lignea di anonimo romagnolo del XIV secolo.
Madonna delle Grazie (dietro l'altare maggiore), affresco, tardo gotico di scuola romagnola del XIV-XV secolo. La cornice dorata che racchiude l'immagine è del Faentino Pietro Tomba, XIX secolo.
Natività, olio su tela, del XVII sec. di anonimo autore di scuola romagnola.
Circoncisione, olio su tela, di Francesco Curradi, 1604
S.Filippo Neri genuflesso davanti alla Vergine, olio su tela, di Jacopo Vignali, 1625
Crocifissione, olio su tela, attributo alla cerchia del forlivese Francesco Menzocchi (1544-1618)
La Tribuna
(Piazza Don Minzoni)
Caratteristica e singolare costruzione composta da due campaniletti e un'edicola con la statua della Madonna eretta in cima, al centro di un grande torrione circolare. Nel torrione si apre la porta principale d'ingresso alla seconda cerchia di mura che racchiudeva l'abitato posto tra il fiume Tramazzo e il Borgo Vecchio. Sul cordolo di pietra che corre a metà altezza del torrione si legge la data 1534, anno in cui fu terminato il torrione d'ingresso.
Orologio
Collocato nel campaniletto di destra è opera di Domenico Cavina ed è datato 1845.
Statua della Madonna
La sacra figura ospite nell'edicola della Tribuna è opera dello scultore bolognese Clemente Molli. Fu collocata qui nel 1678.
Casa Lega-Nediani
(Via Saffi)
Costruita tra XVII e XVIII secolo è una delle principali del paese. Sulla porta è scolpito uno stemma in pietra diviso in due parti: a sinistra quello dei Lega, a destra quello dei Nediani. Antonio Lega, trasferitosi a Modigliana agli inizi dell'800, aveva sposato in prime nozze una Nediani. dalle seconde nozze di Antonio, nacque, in questa casa, Silvestro Lega, grande pittore macchiaiolo (vedi pag. 15).
Nello stesso edificio, nel 1903 nasceva anche la famosa cantante lirica Pia Tassinari.
Palazzo Calubani
(Piazza Don Minzoni)
Grande edificio con imponente facciata di carattere classico con ringhiera di ferro battuto, opera finissima di un artista locale. Proprietà della famiglia Calubani, mostra al proprio interno uno straordinario scalone in stile settecentesco.
Le logge del Pavaglione
(Corso Garibaldi)
Costruite nel 1861 avevano come scopo quello di ospitare il mercato dei bozzoli da seta, che a Modigliana era assai fiorente. Tra il 1915 e il 1920 tuttavia furono sopraelevate per costruirvi la sede e gli uffici del Comune.
I pilastri delle logge furono rivestiti di graniglia di cemento che ha coperto l'originale intonaco a finto bugnato.
Chiesa di S.Bernardo
(Corso Garibaldi - Visitabile - Tel 0546-942518)
La sua edificazione è datata tra 1645 e 1673 ma la facciata fu rifatta nel 1895, in occasione di un generale restauro a spese di alcuni privati. L'interno è disposto su un'unica navata con cappelle laterali.
All'interno: Madonna con Bambino e S.Francesco, olio su tela, di Tommaso Missiroli, pittore faentino nato nel 1636.
Cristo che abbraccia S.Bernardo, olio su tela, di Tommaso Missiroli. Il quadro porta lo stemma del cardinale Rossetti, che fu vescovo di Faenza negli anni 1643-1681.
Museo Don Giovanni Verità
(Corso Garibaldi - Visitabile tutte le domeniche - Tel 0546-942279)
La casa dove abitò il sacerdote patriota (vedi pagina 15) divenne sede del Museo cittadino dopo la grande mostra commemorativa di Silvestro Lega del 1926.
L'edificio è stato mantenuto nella sua configurazione tradizionale di piccola casa borghese dell'800 con paramento murario di sasso a vista, e la breve scaletta esterna la cui ringhiera è una fedele copia di quella originale.
Il museo nacque essenzialmente come raccolta di cimeli e testimonianze risorgimentali ma contine anche una sezione archeologica, una raccolta di opere di Silvestro Lega ed una sala dedicata alla guerra ed alla Resistenza.
All'interno: Don Giovanni Verità, olio su tavola, di Silvestro Lega, 1885.
S.Tommaso che tocca la piaga di Cristo, olio su tela, di Silvestro Lega, 1850.
Mazzini morente, olio su tela, di Silvestro Lega, 1872.
Villa Piagentina, olio su tavola, di Silvestro Lega, 1869.
Sezione archeologica
Situata nel seminterrato (ex cantine) e al primo piano ospita reperti di provenienza locale che testimoniano una continuità di vita che va dall'eneolitico alle età del bronzo e del ferro, fino all'età romana.
Sezione risorgimentale
Collocata al piano terreno la sezione custodisce lo scialle di Anita Garibaldi, vari documenti e oggetti personali di don Giovanni Verità, di cui è stata ricostruita anche la camera da letto.
Sezione dedicata alla resistenza
Ospita armi, documenti e immagini relative alla Resistenza.
Santuario della Madonna del Cantone
(Via Amendola - Visitabile - 0546-942518)
Costruito a ridosso dell'angolo (cantone) dell'abside della Pieve, ora Duomo, risale, presumibilmente al XV secolo. Fu realizzato per dare protezione all'immagine della Madonna affrescata su muro, ma, nel corso dei secoli fu arricchito di decorazioni e arredi. Sulla facciata, rifatta in epoca recente, sono murate varie epigrafi per scampati pericoli della città.
All'interno: Madonna delle Grazie, affresco, di scuola faentina del XVI secolo.
La peste, la fame, la guerra, il terremoto, le quattro lunette, oli su tela, dipinti tra il 1858 e il 1863 da Silvestro Lega, ora custodite presso il Vescovado, ornavano un tempo le pareti del piccolo santuario (ove sono collocate nel posto originario le copie). Rappresentano le calamità da cui la Madonna protesse Modigliana.
Chiesa del Convento delle Agostiniane
(Via Amendola - Visitabile - tel 0546-941040)
Come evidenzia lo stemma posto sopra la porta della chiesa il convento fu fondato nel 1548 da don Giovanni Maria Ronconi ed ebbe sviluppo e vita prospera soprattutto nel XVIII secolo riuscendo ad accumulare un vasto patrimonio. La chiesa fu costruita da Giovan Battista Savelli tra il 1746 e il 1748, sul luogo dove già sorgeva una piccola cappella. L'esterno è semplice e severo ma l'interno e riccamente decorato di stucchi e marmi. La chiesa subì un radicale restauro nel 1930-31.
All'interno: Deposizione, il quadro, un olio su tela, attribuito al Tiarini, è collocato nella splendida ancona dell'altare maggiore opera di Gian Battista Verda, del Canton Ticino. Al lati dell'immagine, al posto delle tradizionali colonne sono poste le statue di S.Agostino e della madre S.Monica. Alla base delle colonne dell'altare figura lo stemma dei committenti Giacchino e Gerolamo Papiani.
Oratorio di Gesù Morto
(Via Amendola - Visitabile - tel 0546-942518)
Ricavato dalla cripta dell'antica Pieve risale al XII secolo e fu istituito quale sede della confraternita Battuti Bianchi nel XVII secolo. Attualmente è Sacrario dei Caduti in guerra e raccoglie le tombe dei vescovi diocesani.
All'interno: Compianto su Cristo Morto, gruppo di legno dipinto del XV secolo. Raffigura il Cristo deposto, la Madonna, la Maddalena due Pie Donne, S.Giovanni, S.Nicodemo.
La statua di Gesù Morto veniva portata in processione la sera del Venerdì Santo e sul percorso della via principale venivano collocati grandi teleri dipinti che rappresentavano le stazioni della Via Crucis.
Il Duomo
(Piazza C.Battisti - Visitabile - Tel 0546-942518)
E' l'antica Pieve di Santo Stefano in Juviniano di cui non rimane che la cripta. Citata sin dall'892, dedicata a S.Stefano Papa e Martire, fu profondamente rimaneggiata già nel XV secolo. Il nuovo edificio quattrocentesco fu consacrato da Papa Giulio II in occasione del suo passaggio da Modigliana (1506). Altri lavori furono realizzati nel 1756 e l'edificio fu ulteriormente ingrandito. L'interno fu costruito in stile barocchetto a tre navate, divise da grandi pilastri, entro i quali sono state ricavate nicchie per statue devozionali. Nel 1859, data di istituzione della diocesi di Modigliana, la Pieve divenne sede vescovile e Duomo della città. Come indica un'epigrafe alla base, il campanile fu innalzato nel 1764.
All'interno: S.Stefano che offre la città, con S.Pudenziana, olio su tela, datato 1758, di Paolo Cignani (nipote del più celebre pittore bolognese Carlo Cignani).
Epigrafe, di epoca paleocristiana proviene di catacombe romane e fu donata alla chiesa da Gioachino Papiani nel XVIII secolo.
La scritta recita: "Rutiliemare patri carissime" ossia, alla carissima madre Rutilia Martire
Pentecoste, olio su tela, di autore anonimo di scuola toscana del XVII secolo.
Annunciazione, olio su tavola, di Francesco delle Querce, 1533
Ponte S.Donato
(Via S.Donato)
Detto anche Ponte della Signora, risale al XVIII secolo. Realizzato a schiena d'asino è formato da tre archi, di cui il centro assai ampio e alto sulle acque. Fu costruito in luogo di un precedente ponte demolito da una piena straordinaria. Fu detto "della Signora" a causa della sua collocazione, accanto alla villa La Colombaia, il cui capo famiglia, all'epoca, era una nobildonna. Il nome di S.Donato proveniva dalla vicinanza di un'antichissima chiesa ora scomparsa.
I dintorni
Chiesa di S.Pietro in Tossino
(A tre chilometri lungo la strada provinciale Faentina in direzione Faenza - Visitabile - Tel 0546-941149)
Si tratta di una piccola chiesa romanica risalente al XII secolo che, dell'originale, conserva la parte absidale con finestrelle e il fianco meridionale con portale ad arco.
La facciata è ottocentesca mentre il campanile è opera recente. L'interno, che doveva essere a pianta assai larga, mostra una profonda ristrutturazione evidente nell'allungamento della chiesa e nell'inserimento di grossi pilastri, addossati alle pareti interne, che creano tra loro delle piccole cappelle. La chiesa custodisce affreschi di grande interesse.
Madonna in posizione frontale, Madonna con Bambino e orante ai suoi piedi
Collocati nella zona absidale, nella parte curva, in basso a sinistra, sono i più antichi affreschi della chiesa e sono riconducibili a scuola toscana del XIII secolo.
All'interno: Giudizio Universale, l'affresco, ora staccato, restaurato e collocato sul fianco destro della chiesa, era dipinto sull'arco trionfale. La scena grandiosa, di cui rimane solo la parte destra, può essere interpretata come il Trionfo della Croce. L'opera è attribuita a scuola bolognese o riminese del XIV secolo.
Cristo in trono con la Madonna e S.Pietro, e i simboli dei quattro evangelisti, collocati nel catino absidale, risalgono probabilmente alla fine del XIV secolo
S.Pietro, S.Giovanni e S.Bartolomeo, ancora in basso, sulla destra ecco le figure frammentarie (forse parte di una teoria dei dodici Apostoli) realizzate presumibilmente nel XV sec.
S.Reparata
(A sei chilometri dall'abitato di Modigliana, sulla strada Marradese in direzione Marradi - Visitabile - Tel 0546-941047)
Rimane solo la cripta dell'originale chiesa sorta tra XIII e XIV secolo, a causa dei danni inferti all'edificio durante l'ultima guerra la chiesetta è stata infatti ampiamente rifatta. Il titolo di S.Reparata, rivela un diretto influsso di Firenze, che alla Santa ha dedicato la sua prima cattedrale. La posizione del luogo, nel confine tra Romagna e Toscana, ne fanno una delle località più suggestive dei dintorni.
All'interno: Annunciazione, affresco, di scuola toscana del XV secolo.
Modigliana sorge fra le colline e i monti dell'Appennino Tosco Romagnolo, nell'incontro fra tre valli, percorse ciascuna dai fiumi Ibòla, Tramazzo e Acereta che qui si incontrano prendendo il nome di Tramazzo. Le sue origini si identificano con Castrum Mutilum, fondato dai romani e ricordato dalla storico Tito Livio. Il toponimo è stato collegato anche all'espressione latina medio amnium, il mezzo alle acque (per la sua ubicazione fra tre fiumi), da cui Mitiliana e infine Modigliana. Di certo l'antico Castrum (inizialmente di proprietà degli Arcivescovi di Ravenna) fu dominato lungamente dai Conti Guidi che ebbero qui la loro prima e principale residenza dalla fine del X secolo fino al 1377, quando il paese si diede in accomandigia a Firenze. Nel 1384 il libero Comune di Modigliana elaborò propri statuti, riformati poi nel 1445 dopo che il Castello era stato occupato dai soldati del Duca di Milano e da altri nemici della Repubblica di Firenze, quali i Manfredi della vicina Faenza. Modigliana rimase quindi podesteria di primo grado, dipendente dal Capitanato di Castrocaro fino al 1510, quando la Signoria di Firenze la rese autonoma. Nel 1772 il Granduca di Toscana, Leopoldo I di Lorena, abolì la podesteria ed eresse Modigliana a vicariato minore con giurisdizione anche su Tredozio. Nel 1837 la città passa sotto la giurisdizione del commissariato di Rocca S.Casciano e, per ricompensarla di ciò che le era stato tolto, il Granduca Leopoldo II, nel 1838, dichiarò Modigliana "Città nobile" col privilegio, per le famiglie signorili, di fregiarsi di titoli nobiliari. Il 16 luglio 1850 papa Pio IX erigeva Modigliana a sede vescovile, istituzione che ridiede alla città impulso culturale. Modigliana restò parte del commissariato di Rocca San Casciano fino al 1923 quando Mussolini la riannetterà alla Provincia di Forlì.
La Roccaccia
(Via della Rocca - Visitabile intorno alle mure)
Il suo nucleo originario risale all'epoca del dominio dei Conti Guidi (XII-XIII secolo) anche se, probabilmente le sue fondamenta sono di epoca alto-medievale. I lavori di fortificazione, come mostra la data incisa sul torrione della Tribuna, terminarono solo nel 1534 e recintarono di mura il cosiddetto Borgo Nuovo, racchiuso tra Borgo Vecchio ed il fiume Tramazzo. Ma fin dagli ultimi anni del XVI secolo, venuta a cadere la sua funzione di difesa, era stata poi abbandonata a se stessa. E tuttavia ancor oggi resta un imponente edificio, ben visibile dalla strada che conduce a Dovadola attraverso il monte Trebbio. Dal lato Ovest la Rocca è curiosamente visibile in sezione longitudinale, con l'interno di un torrione a vista, a causa di un crollo avvenuto durante il terremoto del 1918.
Palazzo Borghi
(Piazza Pretorio)
L'imponente palazzo fu abitazione della famiglia Borghi e assunse le forme attuali del tardo Rinascimento toscano forse nel XVII secolo. E' tradizione che in esso avvenisse il famoso "baratto": si racconta infatti che Filippo d'Orleans, pretendente al trono di Francia, trovandosi in esilio in Italia per motivi politici e sostando a Modigliana, sotto lo pseudonimo di conte di Joinville, ebbe dalla moglie una figlia. Per evitare l'estinzione della famiglia in linea maschile, cosa che avrebbe pregiudicato agli Orleans la successione al trono di Francia, si dice che la bimba fosse scambiata con il figlio del carceriere Chiappini, nato nello stesso giorno. La bambina, di nome Maria Stella, rivendicò sempre, ma invano, la sua nobile nascita.
Oratorio di S.Rocco e S.Sebastiano
(Piazza Pretorio - Visitabile solo in occasione di iniziative pubbliche)
Sede dei Padri Scolopi delle Scuole Pie, che istituirono la scuola nella casa contigua, risale al 1690. La chiesa, all'esterno, presenta una caratteristica copertura detta a "cappello di prete", e l'interno, a croce greca, ormai spoglia di decorazioni e arredi, una spaziosa ed austera architettura. Sconsacrata e restaurata circa 15 anni fa oggi è adibita a manifestazioni pubbliche.
Palazzo Pretorio
(Piazza Pretorio)
Fin dal 1377 fu sede dei podestà inviati da Firenze per l'amministrazione e la giurisdizione del paese. La parte originaria del palazzo è quella centrale. Un tempo era più alto e ornato di merlatura, ma fu abbassato a causa dei danni dei terremoti. All'interno, nel vasto atrio a volte a crociera sono visibili gli stemmi dei podestà succedutisi nel governo della città. Il piano superiore del palazzo ospita l'Archivio del Comune, ricco di opere e documenti importanti), ed in tempi brevi ospiterà la Pinacoteca Comunale di Arte Moderna.
La Porta del Borgo
(Piazza Pretorio)
Costituisce l'ingresso al Borgo Vecchio e si apre sulla più antica cerchia di mura che racchiudono la Piazza Pretorio, mura che ora rimangono inglobate nelle case che, nel corso dei secoli, vi sono state costruite a ridosso. Il tempo ha reso illeggibile lo stemma al di sopra dell'arco.
Chiesa di S.Domenico
(Piazza Oberdan - Visitabile - Tel 0546-941149)
La chiesa, che chiude uno dei lati della oblunga piazza Oberdan, è sorta nel 1473 sul luogo di una cappella dedicata alla Madonna delle Grazie. Il suo interno è collocato su tre navate, mentre la facciata è frutto di un restauro effettuato nel 1932.
All'nterno: Crocifisso, pera lignea di anonimo romagnolo del XIV secolo.
Madonna delle Grazie (dietro l'altare maggiore), affresco, tardo gotico di scuola romagnola del XIV-XV secolo. La cornice dorata che racchiude l'immagine è del Faentino Pietro Tomba, XIX secolo.
Natività, olio su tela, del XVII sec. di anonimo autore di scuola romagnola.
Circoncisione, olio su tela, di Francesco Curradi, 1604
S.Filippo Neri genuflesso davanti alla Vergine, olio su tela, di Jacopo Vignali, 1625
Crocifissione, olio su tela, attributo alla cerchia del forlivese Francesco Menzocchi (1544-1618)
La Tribuna
(Piazza Don Minzoni)
Caratteristica e singolare costruzione composta da due campaniletti e un'edicola con la statua della Madonna eretta in cima, al centro di un grande torrione circolare. Nel torrione si apre la porta principale d'ingresso alla seconda cerchia di mura che racchiudeva l'abitato posto tra il fiume Tramazzo e il Borgo Vecchio. Sul cordolo di pietra che corre a metà altezza del torrione si legge la data 1534, anno in cui fu terminato il torrione d'ingresso.
Orologio
Collocato nel campaniletto di destra è opera di Domenico Cavina ed è datato 1845.
Statua della Madonna
La sacra figura ospite nell'edicola della Tribuna è opera dello scultore bolognese Clemente Molli. Fu collocata qui nel 1678.
Casa Lega-Nediani
(Via Saffi)
Costruita tra XVII e XVIII secolo è una delle principali del paese. Sulla porta è scolpito uno stemma in pietra diviso in due parti: a sinistra quello dei Lega, a destra quello dei Nediani. Antonio Lega, trasferitosi a Modigliana agli inizi dell'800, aveva sposato in prime nozze una Nediani. dalle seconde nozze di Antonio, nacque, in questa casa, Silvestro Lega, grande pittore macchiaiolo (vedi pag. 15).
Nello stesso edificio, nel 1903 nasceva anche la famosa cantante lirica Pia Tassinari.
Palazzo Calubani
(Piazza Don Minzoni)
Grande edificio con imponente facciata di carattere classico con ringhiera di ferro battuto, opera finissima di un artista locale. Proprietà della famiglia Calubani, mostra al proprio interno uno straordinario scalone in stile settecentesco.
Le logge del Pavaglione
(Corso Garibaldi)
Costruite nel 1861 avevano come scopo quello di ospitare il mercato dei bozzoli da seta, che a Modigliana era assai fiorente. Tra il 1915 e il 1920 tuttavia furono sopraelevate per costruirvi la sede e gli uffici del Comune.
I pilastri delle logge furono rivestiti di graniglia di cemento che ha coperto l'originale intonaco a finto bugnato.
Chiesa di S.Bernardo
(Corso Garibaldi - Visitabile - Tel 0546-942518)
La sua edificazione è datata tra 1645 e 1673 ma la facciata fu rifatta nel 1895, in occasione di un generale restauro a spese di alcuni privati. L'interno è disposto su un'unica navata con cappelle laterali.
All'interno: Madonna con Bambino e S.Francesco, olio su tela, di Tommaso Missiroli, pittore faentino nato nel 1636.
Cristo che abbraccia S.Bernardo, olio su tela, di Tommaso Missiroli. Il quadro porta lo stemma del cardinale Rossetti, che fu vescovo di Faenza negli anni 1643-1681.
Museo Don Giovanni Verità
(Corso Garibaldi - Visitabile tutte le domeniche - Tel 0546-942279)
La casa dove abitò il sacerdote patriota (vedi pagina 15) divenne sede del Museo cittadino dopo la grande mostra commemorativa di Silvestro Lega del 1926.
L'edificio è stato mantenuto nella sua configurazione tradizionale di piccola casa borghese dell'800 con paramento murario di sasso a vista, e la breve scaletta esterna la cui ringhiera è una fedele copia di quella originale.
Il museo nacque essenzialmente come raccolta di cimeli e testimonianze risorgimentali ma contine anche una sezione archeologica, una raccolta di opere di Silvestro Lega ed una sala dedicata alla guerra ed alla Resistenza.
All'interno: Don Giovanni Verità, olio su tavola, di Silvestro Lega, 1885.
S.Tommaso che tocca la piaga di Cristo, olio su tela, di Silvestro Lega, 1850.
Mazzini morente, olio su tela, di Silvestro Lega, 1872.
Villa Piagentina, olio su tavola, di Silvestro Lega, 1869.
Sezione archeologica
Situata nel seminterrato (ex cantine) e al primo piano ospita reperti di provenienza locale che testimoniano una continuità di vita che va dall'eneolitico alle età del bronzo e del ferro, fino all'età romana.
Sezione risorgimentale
Collocata al piano terreno la sezione custodisce lo scialle di Anita Garibaldi, vari documenti e oggetti personali di don Giovanni Verità, di cui è stata ricostruita anche la camera da letto.
Sezione dedicata alla resistenza
Ospita armi, documenti e immagini relative alla Resistenza.
Santuario della Madonna del Cantone
(Via Amendola - Visitabile - 0546-942518)
Costruito a ridosso dell'angolo (cantone) dell'abside della Pieve, ora Duomo, risale, presumibilmente al XV secolo. Fu realizzato per dare protezione all'immagine della Madonna affrescata su muro, ma, nel corso dei secoli fu arricchito di decorazioni e arredi. Sulla facciata, rifatta in epoca recente, sono murate varie epigrafi per scampati pericoli della città.
All'interno: Madonna delle Grazie, affresco, di scuola faentina del XVI secolo.
La peste, la fame, la guerra, il terremoto, le quattro lunette, oli su tela, dipinti tra il 1858 e il 1863 da Silvestro Lega, ora custodite presso il Vescovado, ornavano un tempo le pareti del piccolo santuario (ove sono collocate nel posto originario le copie). Rappresentano le calamità da cui la Madonna protesse Modigliana.
Chiesa del Convento delle Agostiniane
(Via Amendola - Visitabile - tel 0546-941040)
Come evidenzia lo stemma posto sopra la porta della chiesa il convento fu fondato nel 1548 da don Giovanni Maria Ronconi ed ebbe sviluppo e vita prospera soprattutto nel XVIII secolo riuscendo ad accumulare un vasto patrimonio. La chiesa fu costruita da Giovan Battista Savelli tra il 1746 e il 1748, sul luogo dove già sorgeva una piccola cappella. L'esterno è semplice e severo ma l'interno e riccamente decorato di stucchi e marmi. La chiesa subì un radicale restauro nel 1930-31.
All'interno: Deposizione, il quadro, un olio su tela, attribuito al Tiarini, è collocato nella splendida ancona dell'altare maggiore opera di Gian Battista Verda, del Canton Ticino. Al lati dell'immagine, al posto delle tradizionali colonne sono poste le statue di S.Agostino e della madre S.Monica. Alla base delle colonne dell'altare figura lo stemma dei committenti Giacchino e Gerolamo Papiani.
Oratorio di Gesù Morto
(Via Amendola - Visitabile - tel 0546-942518)
Ricavato dalla cripta dell'antica Pieve risale al XII secolo e fu istituito quale sede della confraternita Battuti Bianchi nel XVII secolo. Attualmente è Sacrario dei Caduti in guerra e raccoglie le tombe dei vescovi diocesani.
All'interno: Compianto su Cristo Morto, gruppo di legno dipinto del XV secolo. Raffigura il Cristo deposto, la Madonna, la Maddalena due Pie Donne, S.Giovanni, S.Nicodemo.
La statua di Gesù Morto veniva portata in processione la sera del Venerdì Santo e sul percorso della via principale venivano collocati grandi teleri dipinti che rappresentavano le stazioni della Via Crucis.
Il Duomo
(Piazza C.Battisti - Visitabile - Tel 0546-942518)
E' l'antica Pieve di Santo Stefano in Juviniano di cui non rimane che la cripta. Citata sin dall'892, dedicata a S.Stefano Papa e Martire, fu profondamente rimaneggiata già nel XV secolo. Il nuovo edificio quattrocentesco fu consacrato da Papa Giulio II in occasione del suo passaggio da Modigliana (1506). Altri lavori furono realizzati nel 1756 e l'edificio fu ulteriormente ingrandito. L'interno fu costruito in stile barocchetto a tre navate, divise da grandi pilastri, entro i quali sono state ricavate nicchie per statue devozionali. Nel 1859, data di istituzione della diocesi di Modigliana, la Pieve divenne sede vescovile e Duomo della città. Come indica un'epigrafe alla base, il campanile fu innalzato nel 1764.
All'interno: S.Stefano che offre la città, con S.Pudenziana, olio su tela, datato 1758, di Paolo Cignani (nipote del più celebre pittore bolognese Carlo Cignani).
Epigrafe, di epoca paleocristiana proviene di catacombe romane e fu donata alla chiesa da Gioachino Papiani nel XVIII secolo.
La scritta recita: "Rutiliemare patri carissime" ossia, alla carissima madre Rutilia Martire
Pentecoste, olio su tela, di autore anonimo di scuola toscana del XVII secolo.
Annunciazione, olio su tavola, di Francesco delle Querce, 1533
Ponte S.Donato
(Via S.Donato)
Detto anche Ponte della Signora, risale al XVIII secolo. Realizzato a schiena d'asino è formato da tre archi, di cui il centro assai ampio e alto sulle acque. Fu costruito in luogo di un precedente ponte demolito da una piena straordinaria. Fu detto "della Signora" a causa della sua collocazione, accanto alla villa La Colombaia, il cui capo famiglia, all'epoca, era una nobildonna. Il nome di S.Donato proveniva dalla vicinanza di un'antichissima chiesa ora scomparsa.
I dintorni
Chiesa di S.Pietro in Tossino
(A tre chilometri lungo la strada provinciale Faentina in direzione Faenza - Visitabile - Tel 0546-941149)
Si tratta di una piccola chiesa romanica risalente al XII secolo che, dell'originale, conserva la parte absidale con finestrelle e il fianco meridionale con portale ad arco.
La facciata è ottocentesca mentre il campanile è opera recente. L'interno, che doveva essere a pianta assai larga, mostra una profonda ristrutturazione evidente nell'allungamento della chiesa e nell'inserimento di grossi pilastri, addossati alle pareti interne, che creano tra loro delle piccole cappelle. La chiesa custodisce affreschi di grande interesse.
Madonna in posizione frontale, Madonna con Bambino e orante ai suoi piedi
Collocati nella zona absidale, nella parte curva, in basso a sinistra, sono i più antichi affreschi della chiesa e sono riconducibili a scuola toscana del XIII secolo.
All'interno: Giudizio Universale, l'affresco, ora staccato, restaurato e collocato sul fianco destro della chiesa, era dipinto sull'arco trionfale. La scena grandiosa, di cui rimane solo la parte destra, può essere interpretata come il Trionfo della Croce. L'opera è attribuita a scuola bolognese o riminese del XIV secolo.
Cristo in trono con la Madonna e S.Pietro, e i simboli dei quattro evangelisti, collocati nel catino absidale, risalgono probabilmente alla fine del XIV secolo
S.Pietro, S.Giovanni e S.Bartolomeo, ancora in basso, sulla destra ecco le figure frammentarie (forse parte di una teoria dei dodici Apostoli) realizzate presumibilmente nel XV sec.
S.Reparata
(A sei chilometri dall'abitato di Modigliana, sulla strada Marradese in direzione Marradi - Visitabile - Tel 0546-941047)
Rimane solo la cripta dell'originale chiesa sorta tra XIII e XIV secolo, a causa dei danni inferti all'edificio durante l'ultima guerra la chiesetta è stata infatti ampiamente rifatta. Il titolo di S.Reparata, rivela un diretto influsso di Firenze, che alla Santa ha dedicato la sua prima cattedrale. La posizione del luogo, nel confine tra Romagna e Toscana, ne fanno una delle località più suggestive dei dintorni.
All'interno: Annunciazione, affresco, di scuola toscana del XV secolo.
