Descrizione del Territorio
CASTROCARO TERME

La Torre Campanaria

Le Terme
Padiglione delle feste

Battistero S. Giovanni

Pieve Salutare
(Abitanti: 3.960 - Altitudine: 70 mt. slm)
Le terme sono ancora oggi il richiamo più forte di questa terra, ma Castrocaro Terme, Terra del Sole e Monte Poggiolo hanno anche una storia che affonda le sue radici nell'età della pietra.
Il nome Castrocaro nasce tuttavia in epoca medievale, forse come derivazione dal celtico Kaster-Kar (sperono roccioso) e dal romano Castrum Cari. Già Dante nella Divina Commedia, nella famosa invettiva contro alcune nobili famiglie romagnole, la chiama Castrocaro. La storia del Comune abbraccia due distinti periodi: il dominio della Chiesa che si protrae fino al 1403 e quello di Firenze che arriva fino all'Unità d'Italia, con la breve parentesi del periodo napoleonico.
Per le sue caratteristiche di cittadella difesa dalle mura e dalla Rocca fu scelta da dodici vicari o rettori inviati dal Papa e dal Re di Napoli. Sotto i fiorentini fu per molti anni capoluogo delle provincie della Romagna, e in questo ruolo ospitò la residenza del Capitano di giustizia o Commissario generale (1500-1579).
Con la costruzione della cittadella medicea di Terra del Sole incominciò a perdere di importanza. Insieme ad altre città un tempo in territorio toscano, nel 1923 Castrocaro passò alla Provincia di Forlì.
La Fortezza
(Via Fortezza - Visitabile - tel 0543-767273)
Si deve al Cardinale Anglico ed al suo censimento del 1371 la prima menzione del Castello e della Rocca di Castrocaro.
Agli inizi del XV secolo le opere murarie del Castello e della Rocca subirono una serie di modifiche per adeguare le fortificazioni all'introduzione delle armi da fuoco.
Altre modifiche vennero apportate per volontà della Signoria di Firenze all'inizio del XVI secolo.
Le ultime opere di miglioria furono approntate per volere di Cosimo de' Medici, nipote di Caterina Sforza.
In seguito alla costruzione della fortezza di Terra del Sole gli interventi furono limitati alla sola manutenzione. Il 5 ottobre 1676 il Granduca di Toscana, Cosimo III, considerando superflue le spese per il mantenimento della fortezza, ne ordinò, fra il malumore degli abitanti, il completo disarmo.
Logge di Via Garibaldi
Furono edificate all'inizio del 1800 per ospitare il mercato della seta. Alla prima arcata del loggiato, il 18 agosto 1944, furono impiccati, dai fascisti, i capi partigiani Adriano Casadei e Silvio Corbari. Quest'ultimo, coraggioso e sfrontato, era famoso per le sue temerarie imprese. L'avvenimento è ricordato da una lapide.
Casa del Miracolo
(Via Giovanni Mini, 14)
In questa casa, un tempo dimora dell'antichissima famiglia Corbizi, nel marzo del 1222 sostò S.Antonio da Padova. Si racconta di una Bibbia donata dal Santo alla nobile famiglia e di un'apparizione di Gesù Bambino avvenuta durante la notte. Una lapide posta all'ingresso del fabbricato ricorda l'avvenimento.
La Torre campanaria
(Via S.Giovanni alle Murate)
E' un solido manufatto costruito sulle rovine di un'antica torre ubicata poco sotto la Rocca. Colpita da un fulmine il 21 giugno 1497 e distrutta per l'esplosione delle polveri contenute al suo interno, aveva svolto per lungo tempo la funzione di bastione difensivo. Trasformata successivamente in Torre dell'Orologio, ospita una campana di 13 quintali fusa nel 1841 dai fratelli Balestra di Cesena. Tra i castrocaresi è nota come il "Campanone".
Il palazzo dei commissari
(Via della Postierla)
Ora Palazzo Giglioli, restaurato in questi ultimi anni. Fu dimora dei Capitani di giustizia e dei Commissari generali inviati da Firenze tra il 1500 e il 1579. Fu ampliato negali anni 1541/1542 dal Commissario generale Jacopo de Medici. Sopra l'ingresso è scolpito lo stemma mediceo con la corona granducale (1566).
Palazzo Piancastelli
(Via Garibaldi - Visitabile - tel 0543-767125)
Costruito nel 1718 da Bartolomeo Conti su terreno di proprietà dei frati camaldolesi è stato ristrutturato in forme classiche nel 1938. Molto bello è l'ingresso con lo scalone. Oggi ospita la direzione generale delle Terme al piano superiore e il bar pasticceria Le Terme al piano inferiore.
Battistero di S.Giovanni
(Via S.Giovanni alle Murate - Visitabile - Chiedere la chiave alla signora Lucia che abita di fronte all'ingresso del Club Alpini)
Ubicato sulla salita che conduce alla Rocca, era l'edificio sacro a servizio del Castellano e della guarnigione. Ricordata come chiesa sin dal 1292, consolidato nel 1938, mostra, soprattutto nella parte superiore, evidenti segni di rifacimento. Recentemente è stato restaurato.
All'interno: Vasca sarcofago, impiegata per le immersioni battesimali è in marmo d'Istria scolpito a bassorilievo. Datata tra il VII e VIII secolo d.C. venne trasferita in S.Giovanni nel 1500 dalla Pieve bizantina di S.Reparata.
Chiesa conventuale di S.Francesco
(Via Garibaldi - Visitabile dalle 9 alle 12 - tel 0543-767111)
Intitolata ai santi Nicolò e Francesco anticamente fu la chiesa del convento francescano, menzionato il 23 aprile 1280 nel testamento di Raniero da Calboli, ma il tempio attuale risale al 1398. Subì ristrutturazioni radicali nel 1520 e nel 1932. Soppresso il convento nel 1783 la chiesa divenne parrocchiale.
All'interno: Ancona della Crocifissione, nella prima cappella della navata di sinistra è visibile questa ancòna della Crocifissione attribuita alla scuola del Modigliani (1592)
Pulpito, datato 1533 è realizzato in pietra arenaria riporta lo stemma di Filippo Valori.
Madonna tra i Santi Sebastiano e Rocco, affresco, anonimo di scuola romagnola della seconda metà del XV secolo, proviene da S.Maria, la chiesa abbattuta della Confraternita Battuti Bianchi.
S.Sebastiano, affresco, anonimo della metà del XV secolo, proviene da S.Maria, la chiesa abbattuta della Confraternita Battuti Bianchi.
Madonna del Carmine, Pala d'altare, un olio su tela, realizzata dal pittore bolognese Carlo Cignani (1628-1719)
Vergine in trono con Bambino tra S.Agostino e S.Antonio da Padova, dipinto su tavola, collocato nel coro. La tavola è sormontata da una lunetta con la Natività e sotto vi è un trittico con i 12 apostoli. L'opera (1506) è dell'insigne pittore forlivese Marco Palmezzano.
La Visitazione di Maria Vergine a S.Elisabetta, pala d'altare, un olio su tela, del pittore ravennate Francesco Longhi (1611).
Le Terme
Scoperta quasi per caso nel 1830 dal professor Antonio Targioni Tozzetti, valente chimico, medico e naturalista toscano, la composizione bromo jodica delle acque salmastre di Castrocaro diede il via alla sfruttamento terapeutico delle acque e all'embrione di quella che diventerà poi l'industria termale del luogo. Dopo le prime esperienze risalenti al 1838, si arriva alla realizzazione dei primi stabilimenti termali nel 1871. Questi ultimi, realizzati da Aristide Conti, grazie alla tenacia del loro costruttore, rappresentano il nucleo da cui si è sviluppato l'attuale centro termale. A Conti si deve l'introduzione delle inalazioni nella pratica terapeutica delle Terme di Castrocaro con le acque salso-jodiche e sulfuree, e della fangoterapia. Il 9 luglio del 1936 avvenne la demanializzazione dei beni appartenenti alla Società "Terme di Castrocaro, Aristide Conti" ed infine, nel 1961, l'intero patrimonio fu convertito in Società per Azioni a partecipazione statale "S.p.A. Terme di Castrocaro". Con il passaggio del complesso termale sotto lo Stato vennero intrapresi importanti lavori: uno Stabilimento termale, un Grand Hotel e un Padiglione delle Feste (ora Palazzo dei Congressi).
Il Parco delle Terme
(Viale Marconi - Visitabile - tel 0534-767122 oppure 767125)
Nel parco, che ha un'estensione di circa 20 ettari con 16 chilometri di viali e sentieri, sono ubicati gli Stabilimenti termali; un tempietto per le bibite; un Padiglione dei Congressi (dove si svolge il famosissimo Concorso di voci nuove per la canzone) con varie sale per riunioni da 40 a 400 posti; il dancing Silvanella; il night club Lady More; una piscina a tre vasche con trampolino; un campo da baby golf.
Casa paterna di Aristide Conti
(Via Garibaldi)
In questo fabbricato (ex Pensione Vittoria) il fondatore del centro termale di Castrocaro aprì nel 1871 uno stabilimento dotato di due soli camerini da bagno.
Padiglione delle Feste
(Galleria Terme e Viale Marconi - Visitabile - 0543-767122)
Iniziato nel 1937 e inaugurato il primo giugno 1938 alla presenza del principe Umberto di Savoia, è arricchito dallo straordinario apparato decorativo di Tito Chini, di Borgo S.Lorenzo, medaglia d'argento per la ceramica all'Esposizione internazionale di Parigi del 1925.
I dintorni
PIEVE SALUTARE
(A 4 chilometri dall'abitato di Castrocaro, sulla statale verso Dovadola - Visitabile)
Chiesa parrocchiale, già denominata Pieve di S.Pietro in Cerreto, esisteva fin dal 955. Compromessa dai terremoti verificatisi nella zona attraverso i secoli, fu definitivamente distrutta in seguito all'intensa attività sismica dell'autunno 1870. Riedificata completamente l'anno successivo venne nuovamente consacrata il 28 settembre 1872. All'interno si trovano alcune tele di discreta fattura. Intorno alla chiesa si è costituito recentemente un piccolo villaggio in cui è raccolta la popolazione proveniente dalla campagna circostante. La località è fornita anche di strutture sportive, impianti ricreativi e culturali.
All'interno: S.Agostino e S.Sigismondo al cospetto della S.S. Trinità, olio su tela, realizzata dal pittore forlivese Tommaso Marchetti (1721-1801) intorno al 1797.
Natività di Maria, olio su tela, di scuola romagnola XVIII secolo. Madonna in trono con Bambino tra S.Pietro e S.Giovanni, olio su tela, datato 1632, attribuito a scuola romagnola.
Le terme sono ancora oggi il richiamo più forte di questa terra, ma Castrocaro Terme, Terra del Sole e Monte Poggiolo hanno anche una storia che affonda le sue radici nell'età della pietra.
Il nome Castrocaro nasce tuttavia in epoca medievale, forse come derivazione dal celtico Kaster-Kar (sperono roccioso) e dal romano Castrum Cari. Già Dante nella Divina Commedia, nella famosa invettiva contro alcune nobili famiglie romagnole, la chiama Castrocaro. La storia del Comune abbraccia due distinti periodi: il dominio della Chiesa che si protrae fino al 1403 e quello di Firenze che arriva fino all'Unità d'Italia, con la breve parentesi del periodo napoleonico.
Per le sue caratteristiche di cittadella difesa dalle mura e dalla Rocca fu scelta da dodici vicari o rettori inviati dal Papa e dal Re di Napoli. Sotto i fiorentini fu per molti anni capoluogo delle provincie della Romagna, e in questo ruolo ospitò la residenza del Capitano di giustizia o Commissario generale (1500-1579).
Con la costruzione della cittadella medicea di Terra del Sole incominciò a perdere di importanza. Insieme ad altre città un tempo in territorio toscano, nel 1923 Castrocaro passò alla Provincia di Forlì.
La Fortezza
(Via Fortezza - Visitabile - tel 0543-767273)
Si deve al Cardinale Anglico ed al suo censimento del 1371 la prima menzione del Castello e della Rocca di Castrocaro.
Agli inizi del XV secolo le opere murarie del Castello e della Rocca subirono una serie di modifiche per adeguare le fortificazioni all'introduzione delle armi da fuoco.
Altre modifiche vennero apportate per volontà della Signoria di Firenze all'inizio del XVI secolo.
Le ultime opere di miglioria furono approntate per volere di Cosimo de' Medici, nipote di Caterina Sforza.
In seguito alla costruzione della fortezza di Terra del Sole gli interventi furono limitati alla sola manutenzione. Il 5 ottobre 1676 il Granduca di Toscana, Cosimo III, considerando superflue le spese per il mantenimento della fortezza, ne ordinò, fra il malumore degli abitanti, il completo disarmo.
Logge di Via Garibaldi
Furono edificate all'inizio del 1800 per ospitare il mercato della seta. Alla prima arcata del loggiato, il 18 agosto 1944, furono impiccati, dai fascisti, i capi partigiani Adriano Casadei e Silvio Corbari. Quest'ultimo, coraggioso e sfrontato, era famoso per le sue temerarie imprese. L'avvenimento è ricordato da una lapide.
Casa del Miracolo
(Via Giovanni Mini, 14)
In questa casa, un tempo dimora dell'antichissima famiglia Corbizi, nel marzo del 1222 sostò S.Antonio da Padova. Si racconta di una Bibbia donata dal Santo alla nobile famiglia e di un'apparizione di Gesù Bambino avvenuta durante la notte. Una lapide posta all'ingresso del fabbricato ricorda l'avvenimento.
La Torre campanaria
(Via S.Giovanni alle Murate)
E' un solido manufatto costruito sulle rovine di un'antica torre ubicata poco sotto la Rocca. Colpita da un fulmine il 21 giugno 1497 e distrutta per l'esplosione delle polveri contenute al suo interno, aveva svolto per lungo tempo la funzione di bastione difensivo. Trasformata successivamente in Torre dell'Orologio, ospita una campana di 13 quintali fusa nel 1841 dai fratelli Balestra di Cesena. Tra i castrocaresi è nota come il "Campanone".
Il palazzo dei commissari
(Via della Postierla)
Ora Palazzo Giglioli, restaurato in questi ultimi anni. Fu dimora dei Capitani di giustizia e dei Commissari generali inviati da Firenze tra il 1500 e il 1579. Fu ampliato negali anni 1541/1542 dal Commissario generale Jacopo de Medici. Sopra l'ingresso è scolpito lo stemma mediceo con la corona granducale (1566).
Palazzo Piancastelli
(Via Garibaldi - Visitabile - tel 0543-767125)
Costruito nel 1718 da Bartolomeo Conti su terreno di proprietà dei frati camaldolesi è stato ristrutturato in forme classiche nel 1938. Molto bello è l'ingresso con lo scalone. Oggi ospita la direzione generale delle Terme al piano superiore e il bar pasticceria Le Terme al piano inferiore.
Battistero di S.Giovanni
(Via S.Giovanni alle Murate - Visitabile - Chiedere la chiave alla signora Lucia che abita di fronte all'ingresso del Club Alpini)
Ubicato sulla salita che conduce alla Rocca, era l'edificio sacro a servizio del Castellano e della guarnigione. Ricordata come chiesa sin dal 1292, consolidato nel 1938, mostra, soprattutto nella parte superiore, evidenti segni di rifacimento. Recentemente è stato restaurato.
All'interno: Vasca sarcofago, impiegata per le immersioni battesimali è in marmo d'Istria scolpito a bassorilievo. Datata tra il VII e VIII secolo d.C. venne trasferita in S.Giovanni nel 1500 dalla Pieve bizantina di S.Reparata.
Chiesa conventuale di S.Francesco
(Via Garibaldi - Visitabile dalle 9 alle 12 - tel 0543-767111)
Intitolata ai santi Nicolò e Francesco anticamente fu la chiesa del convento francescano, menzionato il 23 aprile 1280 nel testamento di Raniero da Calboli, ma il tempio attuale risale al 1398. Subì ristrutturazioni radicali nel 1520 e nel 1932. Soppresso il convento nel 1783 la chiesa divenne parrocchiale.
All'interno: Ancona della Crocifissione, nella prima cappella della navata di sinistra è visibile questa ancòna della Crocifissione attribuita alla scuola del Modigliani (1592)
Pulpito, datato 1533 è realizzato in pietra arenaria riporta lo stemma di Filippo Valori.
Madonna tra i Santi Sebastiano e Rocco, affresco, anonimo di scuola romagnola della seconda metà del XV secolo, proviene da S.Maria, la chiesa abbattuta della Confraternita Battuti Bianchi.
S.Sebastiano, affresco, anonimo della metà del XV secolo, proviene da S.Maria, la chiesa abbattuta della Confraternita Battuti Bianchi.
Madonna del Carmine, Pala d'altare, un olio su tela, realizzata dal pittore bolognese Carlo Cignani (1628-1719)
Vergine in trono con Bambino tra S.Agostino e S.Antonio da Padova, dipinto su tavola, collocato nel coro. La tavola è sormontata da una lunetta con la Natività e sotto vi è un trittico con i 12 apostoli. L'opera (1506) è dell'insigne pittore forlivese Marco Palmezzano.
La Visitazione di Maria Vergine a S.Elisabetta, pala d'altare, un olio su tela, del pittore ravennate Francesco Longhi (1611).
Le Terme
Scoperta quasi per caso nel 1830 dal professor Antonio Targioni Tozzetti, valente chimico, medico e naturalista toscano, la composizione bromo jodica delle acque salmastre di Castrocaro diede il via alla sfruttamento terapeutico delle acque e all'embrione di quella che diventerà poi l'industria termale del luogo. Dopo le prime esperienze risalenti al 1838, si arriva alla realizzazione dei primi stabilimenti termali nel 1871. Questi ultimi, realizzati da Aristide Conti, grazie alla tenacia del loro costruttore, rappresentano il nucleo da cui si è sviluppato l'attuale centro termale. A Conti si deve l'introduzione delle inalazioni nella pratica terapeutica delle Terme di Castrocaro con le acque salso-jodiche e sulfuree, e della fangoterapia. Il 9 luglio del 1936 avvenne la demanializzazione dei beni appartenenti alla Società "Terme di Castrocaro, Aristide Conti" ed infine, nel 1961, l'intero patrimonio fu convertito in Società per Azioni a partecipazione statale "S.p.A. Terme di Castrocaro". Con il passaggio del complesso termale sotto lo Stato vennero intrapresi importanti lavori: uno Stabilimento termale, un Grand Hotel e un Padiglione delle Feste (ora Palazzo dei Congressi).
Il Parco delle Terme
(Viale Marconi - Visitabile - tel 0534-767122 oppure 767125)
Nel parco, che ha un'estensione di circa 20 ettari con 16 chilometri di viali e sentieri, sono ubicati gli Stabilimenti termali; un tempietto per le bibite; un Padiglione dei Congressi (dove si svolge il famosissimo Concorso di voci nuove per la canzone) con varie sale per riunioni da 40 a 400 posti; il dancing Silvanella; il night club Lady More; una piscina a tre vasche con trampolino; un campo da baby golf.
Casa paterna di Aristide Conti
(Via Garibaldi)
In questo fabbricato (ex Pensione Vittoria) il fondatore del centro termale di Castrocaro aprì nel 1871 uno stabilimento dotato di due soli camerini da bagno.
Padiglione delle Feste
(Galleria Terme e Viale Marconi - Visitabile - 0543-767122)
Iniziato nel 1937 e inaugurato il primo giugno 1938 alla presenza del principe Umberto di Savoia, è arricchito dallo straordinario apparato decorativo di Tito Chini, di Borgo S.Lorenzo, medaglia d'argento per la ceramica all'Esposizione internazionale di Parigi del 1925.
I dintorni
PIEVE SALUTARE
(A 4 chilometri dall'abitato di Castrocaro, sulla statale verso Dovadola - Visitabile)
Chiesa parrocchiale, già denominata Pieve di S.Pietro in Cerreto, esisteva fin dal 955. Compromessa dai terremoti verificatisi nella zona attraverso i secoli, fu definitivamente distrutta in seguito all'intensa attività sismica dell'autunno 1870. Riedificata completamente l'anno successivo venne nuovamente consacrata il 28 settembre 1872. All'interno si trovano alcune tele di discreta fattura. Intorno alla chiesa si è costituito recentemente un piccolo villaggio in cui è raccolta la popolazione proveniente dalla campagna circostante. La località è fornita anche di strutture sportive, impianti ricreativi e culturali.
All'interno: S.Agostino e S.Sigismondo al cospetto della S.S. Trinità, olio su tela, realizzata dal pittore forlivese Tommaso Marchetti (1721-1801) intorno al 1797.
Natività di Maria, olio su tela, di scuola romagnola XVIII secolo. Madonna in trono con Bambino tra S.Pietro e S.Giovanni, olio su tela, datato 1632, attribuito a scuola romagnola.
TERRA DEL SOLE

Cammino di ronda e garritta

Il cortile di Palazzo Pretorio
L'arco del pozzo, l'ingresso del Palazzo e la porta della chiesa di Santa Reparata sono in perfetto allineamento.

Chiesa di S. Reparata

Moneta fiorentina detta "Testone"
E' datata 1581 e riproduce il profilo di Francesco I, Granduca di Toscana su un lato e S.Giovanni Battista sull'altro.
E' custodita nel Museo dell'Uomo e dell'Ambiente.
(Abitanti: 1.950 - Altitudine: 70 mt. slm)
Quello che quasi mai una città può vantare è il proprio atto di nascita.
Non è così per Terra del Sole, voluta e pianificata da Cosimo de' Medici, Granduca di Toscana, l'8 dicembre del 1564, quale capoluogo amministrativo, militare e giudiziario dell'intera Romagna-Toscana. Posta ad appena due chilometri da Castrocaro, al termine di un lungo viale ombreggiato, Terra del Sole riassume in sè, a partire dal nome (Eliopoli), l'essenza stessa di un'epoca e rappresenta uno dei più interessanti esempi di "città ideale" del Rinascimento.
Fu simbolo del potere ducale, soprattutto dal 1579, anno in cui vi si trasferì la corte commissariale e il bargello e per due secoli resterà il centro della Romagna-Toscana.
La città ideale fu soprattutto città tribunale e la presenza di Firenze si concretizzò soprattutto nell'esercizio della giustizia, fino al 1772, anno della riforma del sistema giurisdizionale. Quattro anni dopo, nel 1776, la provincia della Romagna fiorentina, ormai priva di significato all'interno del nuovo sistema degli Stati, fu abolita. Ma Castrocaro e Terra del Sole rimasero parte del Granducato fino all'Unità d'Italia.
La città ideale
Concepita non come semplice fortilizio, ma come città fortezza, un rettangolo bastionato con iscritto un centro abitato ad uso civile e militare, Terra del Sole fu progettata dall'architetto Baldassarre Lanci (1510-1571) originario di Urbino. Il centro storico è cinto da un perimetro rettangolare di mura bastionate (Bastione di S.Maria, di S.Reparata, S.Andrea e S.Martino) cui si accede da due porte difese da due castelli, in cui è inserito l'abitato con un singolare impianto urbanistico. Le case a schiera dei borghi maggiori, Romano e Fiorentino, ricalcano due tipologie, a seconda che siano destinate ad abitazioni civili o a quartieri militari per la guarnigione. Da sottolineare che le due strade principali sono larghe quanto l'altezza delle case. Oggi la strada entra nel paese attraverso due varchi nelle mura.
Porta Fiorentina
(Visitabile - tel 0543-766766)
Costituisce uno dei due accessi, l'altro è la Porta Romana verso Forlì, alla cittadella di Terra del Sole.
A dimostrazione della cura con cui si erano approntate le difese ai due ingressi, la Porta Fiorentina era sovrastata dal Castello del Capitano delle artiglierie, e la Porta Romana dal Castello del Governatore.
Il castello del Governatore
(Visitabile su prenotazione tel 0543-766766)
Situato sopra la Porta Romana, come il Castello del Capitano delle artiglierie, all'intero del quale oggi si trovano due ristoranti e una mescita di distillato, è a forma stellata, ovvero con contrafforti a spigolo a difesa dai colpi di cannone. Nell'ammezzato accoglie l'Archivio Storico Comunale, ricco di 1500 filze, comprendente gli atti del Tribnale di prima istanza il cui più antico documento risale al 1490. Ospita le sedi del Gruppo Corale, della Scuola di Musica, del Corpo Bandistico, della Compagnia Balestrieri e della Prioria del Borgo Romano.
Cammino di ronda e garritta
Attorno alle mura di Città del Sole, lunghe 2.087 metri e alte 12,36, correva il cammino di ronda per le sentinelle, disseminato da 16 garitte.
Il Palazzo Pretorio o dei Commissari
(Piazza d'Armi - Visitabile - tel 0543-766766)
L'edifico, di forma quadrangolare di 40 metri per lato, grandioso e armonico, classico esempio di architettura rinascimentale, ha di fronte la chiesa di Santa Reparata, alla sinistra il Palazzo del Provveditore e a destra quello della Cancelleria.
Sul fronte appaiono gli stemmi dei Governatori che si sono succeduti. E' sede del Museo dell'uomo e dell'ambiente, della Pro Loco e di un Ufficio Turistico.
All'interno: Madonna Assunta, affresco, di scuola romagnola del '600 è collocato nel Palazzo Pretorio, al piano terra, a destra, dove aveva sede il Tribunale criminale.
Deposizione, tempera, attribuita al forlivese Francesco Menzocchi (1502-1584), è collocata nella segreta detta Camorcina, già Cappella del Carcere del Palazzo Pretorio.
La Giustizia, affresco di scuola romagnola del '600. Collocato nella sede del Tribunale criminale all'interno del Palazzo Pretorio.
Museo dell'uomo e dell'ambiente
(Piazza d'Armi - Visitabile - tel 0543-766766)
Questo carro agricolo è uno dei numerosi pezzi custoditi nl Museo collocato all'interno del Palazzo Pretorio.
Il Museo è organizzato in 14 sale che raccontano la genesi del territtorio e la presenza dell'uomo a partire dal paleolitico inferiore fino alla rivoluzione industriale del secolo scorso (ricostruzione di ambienti abitativi, mestieri, il ciclo del grano, il ciclo del vino, reperti archeologici).
La visita al museo comprende anche le sette celle delle Carceri criminali e l'antica aula del Tribunale Criminale.
Palazzo dei Provveditori
(Piazza d'Armi - Visitabile - tel 0543-766766)
Posto nella testata del borgo romano, fu sede del Ministro che custodiva l'amministrazione dei beni demaniali e delle scorte, nonchè la manutenzione delle difese militari e delle armi per tutta la provincia.
Stemma Mediceo
Collocato sull'angolo del Palazzo dei Provveditori era lo stemma del Granduca Francesco, figlio di Cosimo, e reca la data del 1597, anno in cui la costruzione di Terra del Sole fu sostanzialmente compiuta.
Chiesa di Santa Reparata
(Piazza d'Armi - Visitabile - Appuntamento con Don Enzo Donatini tel. 0543-767161)
Fu edificata successivamente alla costruzione della città fortezza: la prima pietra è del 1592, riceve la prima sepoltura nel 1605, e viene benedetta nel 1609. Raffaello Zanobi di Pagno da Fiesole la concepì in perfetta croce latina con soffitto a capriate. Il campanile fu terminato solo nel secolo scorso (1821-1825). La chiesa prese il nome dell'antica Pieve bizantina, risalente al 549 (in alto a destra nella foto), che sorgeva a mezzo chilometro a nord di Castrocaro Terme i cui resti sono ancora visibili sulla strada della Biondina.
All'interno: Crocifisso ligneo, Opera di scuola fiorentina (fine '500) su croce originale, è collocata nell'ambone.
Madonna del Carmine con S.Reparata e S.Caterina d'Alessandria, pala d'altare del forlivese Pier Paolo Menzocchi, è datata 6 maggio 1575. L'opera proviene dall'antica Pieve di S. Reparata.
Madonna del Rosario con S.Domenico e S.Caterina da Siena, si tratta di una pala con a margine i 15 Misteri. La firma recita "Francesco Longhi, ravennate, dipinse l'a. 1610".
Deposizione, olio su tela, di scuola fiorentina del XVII secolo di autore ignoto.
Natività, olio su tela, opera di scuola fiorentina del XVII secolo.
I dintorni
Rocca di Montepoggiolo
(A 2 chilometri all'abitato di Terra del Sole, in direzione Forlì poi voltando a sinistra - Visitabile solo all'esterno)
Su un rilievo cupoliforme tra Forlì e Castrocaro, al termine dello spartiacque tra il fiume Montone e il Rio Petrignone, a poco distanza dalla cittadella medicea di Terra del Sole, la Rocca di Monte Poggiolo domina le colline fino al mare. Dalle sue torri si vede l'area di scavi che hanno riportato alla luce una grande quantità di selci lavorate risalenti al Paleolitico. La Rocca, costruita dai fiorentini sui confini di stato tra Romagna e Toscana è il primo fortilizio fiorentino a pianta romboidale su disegno di Giuliano da Maiano (1471) atta ad ospitare le prime armi da fuoco. Tutt'altro che ampia abbraccia un perimetro di 146 metri, ha quattro torrioni circolari di cui la Torre Maestra si innalza da terra per 18 metri. Nel 1782 la Rocca con i possedimenti annessi passò in mano a privati e dal quel momento iniziò la sua decadenza.
Lapide sulla facciata di Palazzo del Diavolo
(A 1 chilometro e mezzo da Terra del Sole, poco prima di giungere a Montepoggiolo - Visitabile solo all'esterno)
La casa colonica detta Palazzo del Diavolo, ubicata non lontano dalla Rocca di Monte Poggiolo, dove dalla notte del 16 alla sera del 17 agosto 1849, inseguiti dai soldati austriaci, francesi e pontifici, trovarono asilo, presso il patriota Luigi Bassetti, Giuseppe Garibaldi e il suo compagno di fuga, capitano Leggero.
Sulla facciata del palazzo una lapide perpetua la memoria di quella storica sosta.
Insediamento di Belvedere
(A 2 chilometri da Terra del Sole - Visitabile su prenotazione presso l'assessorato alla Cultura di Forlì, piazza Morgagni 9, tel 0543/714111)
A Ca' Belvedere, a circa 200 metri di quota, nella parte alta del versante settentrionale di Monte Poggiolo, poco distante dal castello, nel 1983, durante l'attuazione di un programma di ricerche venne scoperto uno dei più importanti giacimenti preistorici d'Europa. Qui, oltre 800.000 anni fa arrivava il mare e gli uomini paleolitici scheggiavano la pietra tra le tranquille sabbie e ghiaie di un delta (nella foto un ciotolo ricomposto risalente a quel periodo). Si tratta di un'attestazione della presenza umana sul continente europeo fra le più antiche che si conoscano.
Quello che quasi mai una città può vantare è il proprio atto di nascita.
Non è così per Terra del Sole, voluta e pianificata da Cosimo de' Medici, Granduca di Toscana, l'8 dicembre del 1564, quale capoluogo amministrativo, militare e giudiziario dell'intera Romagna-Toscana. Posta ad appena due chilometri da Castrocaro, al termine di un lungo viale ombreggiato, Terra del Sole riassume in sè, a partire dal nome (Eliopoli), l'essenza stessa di un'epoca e rappresenta uno dei più interessanti esempi di "città ideale" del Rinascimento.
Fu simbolo del potere ducale, soprattutto dal 1579, anno in cui vi si trasferì la corte commissariale e il bargello e per due secoli resterà il centro della Romagna-Toscana.
La città ideale fu soprattutto città tribunale e la presenza di Firenze si concretizzò soprattutto nell'esercizio della giustizia, fino al 1772, anno della riforma del sistema giurisdizionale. Quattro anni dopo, nel 1776, la provincia della Romagna fiorentina, ormai priva di significato all'interno del nuovo sistema degli Stati, fu abolita. Ma Castrocaro e Terra del Sole rimasero parte del Granducato fino all'Unità d'Italia.
La città ideale
Concepita non come semplice fortilizio, ma come città fortezza, un rettangolo bastionato con iscritto un centro abitato ad uso civile e militare, Terra del Sole fu progettata dall'architetto Baldassarre Lanci (1510-1571) originario di Urbino. Il centro storico è cinto da un perimetro rettangolare di mura bastionate (Bastione di S.Maria, di S.Reparata, S.Andrea e S.Martino) cui si accede da due porte difese da due castelli, in cui è inserito l'abitato con un singolare impianto urbanistico. Le case a schiera dei borghi maggiori, Romano e Fiorentino, ricalcano due tipologie, a seconda che siano destinate ad abitazioni civili o a quartieri militari per la guarnigione. Da sottolineare che le due strade principali sono larghe quanto l'altezza delle case. Oggi la strada entra nel paese attraverso due varchi nelle mura.
Porta Fiorentina
(Visitabile - tel 0543-766766)
Costituisce uno dei due accessi, l'altro è la Porta Romana verso Forlì, alla cittadella di Terra del Sole.
A dimostrazione della cura con cui si erano approntate le difese ai due ingressi, la Porta Fiorentina era sovrastata dal Castello del Capitano delle artiglierie, e la Porta Romana dal Castello del Governatore.
Il castello del Governatore
(Visitabile su prenotazione tel 0543-766766)
Situato sopra la Porta Romana, come il Castello del Capitano delle artiglierie, all'intero del quale oggi si trovano due ristoranti e una mescita di distillato, è a forma stellata, ovvero con contrafforti a spigolo a difesa dai colpi di cannone. Nell'ammezzato accoglie l'Archivio Storico Comunale, ricco di 1500 filze, comprendente gli atti del Tribnale di prima istanza il cui più antico documento risale al 1490. Ospita le sedi del Gruppo Corale, della Scuola di Musica, del Corpo Bandistico, della Compagnia Balestrieri e della Prioria del Borgo Romano.
Cammino di ronda e garritta
Attorno alle mura di Città del Sole, lunghe 2.087 metri e alte 12,36, correva il cammino di ronda per le sentinelle, disseminato da 16 garitte.
Il Palazzo Pretorio o dei Commissari
(Piazza d'Armi - Visitabile - tel 0543-766766)
L'edifico, di forma quadrangolare di 40 metri per lato, grandioso e armonico, classico esempio di architettura rinascimentale, ha di fronte la chiesa di Santa Reparata, alla sinistra il Palazzo del Provveditore e a destra quello della Cancelleria.
Sul fronte appaiono gli stemmi dei Governatori che si sono succeduti. E' sede del Museo dell'uomo e dell'ambiente, della Pro Loco e di un Ufficio Turistico.
All'interno: Madonna Assunta, affresco, di scuola romagnola del '600 è collocato nel Palazzo Pretorio, al piano terra, a destra, dove aveva sede il Tribunale criminale.
Deposizione, tempera, attribuita al forlivese Francesco Menzocchi (1502-1584), è collocata nella segreta detta Camorcina, già Cappella del Carcere del Palazzo Pretorio.
La Giustizia, affresco di scuola romagnola del '600. Collocato nella sede del Tribunale criminale all'interno del Palazzo Pretorio.
Museo dell'uomo e dell'ambiente
(Piazza d'Armi - Visitabile - tel 0543-766766)
Questo carro agricolo è uno dei numerosi pezzi custoditi nl Museo collocato all'interno del Palazzo Pretorio.
Il Museo è organizzato in 14 sale che raccontano la genesi del territtorio e la presenza dell'uomo a partire dal paleolitico inferiore fino alla rivoluzione industriale del secolo scorso (ricostruzione di ambienti abitativi, mestieri, il ciclo del grano, il ciclo del vino, reperti archeologici).
La visita al museo comprende anche le sette celle delle Carceri criminali e l'antica aula del Tribunale Criminale.
Palazzo dei Provveditori
(Piazza d'Armi - Visitabile - tel 0543-766766)
Posto nella testata del borgo romano, fu sede del Ministro che custodiva l'amministrazione dei beni demaniali e delle scorte, nonchè la manutenzione delle difese militari e delle armi per tutta la provincia.
Stemma Mediceo
Collocato sull'angolo del Palazzo dei Provveditori era lo stemma del Granduca Francesco, figlio di Cosimo, e reca la data del 1597, anno in cui la costruzione di Terra del Sole fu sostanzialmente compiuta.
Chiesa di Santa Reparata
(Piazza d'Armi - Visitabile - Appuntamento con Don Enzo Donatini tel. 0543-767161)
Fu edificata successivamente alla costruzione della città fortezza: la prima pietra è del 1592, riceve la prima sepoltura nel 1605, e viene benedetta nel 1609. Raffaello Zanobi di Pagno da Fiesole la concepì in perfetta croce latina con soffitto a capriate. Il campanile fu terminato solo nel secolo scorso (1821-1825). La chiesa prese il nome dell'antica Pieve bizantina, risalente al 549 (in alto a destra nella foto), che sorgeva a mezzo chilometro a nord di Castrocaro Terme i cui resti sono ancora visibili sulla strada della Biondina.
All'interno: Crocifisso ligneo, Opera di scuola fiorentina (fine '500) su croce originale, è collocata nell'ambone.
Madonna del Carmine con S.Reparata e S.Caterina d'Alessandria, pala d'altare del forlivese Pier Paolo Menzocchi, è datata 6 maggio 1575. L'opera proviene dall'antica Pieve di S. Reparata.
Madonna del Rosario con S.Domenico e S.Caterina da Siena, si tratta di una pala con a margine i 15 Misteri. La firma recita "Francesco Longhi, ravennate, dipinse l'a. 1610".
Deposizione, olio su tela, di scuola fiorentina del XVII secolo di autore ignoto.
Natività, olio su tela, opera di scuola fiorentina del XVII secolo.
I dintorni
Rocca di Montepoggiolo
(A 2 chilometri all'abitato di Terra del Sole, in direzione Forlì poi voltando a sinistra - Visitabile solo all'esterno)
Su un rilievo cupoliforme tra Forlì e Castrocaro, al termine dello spartiacque tra il fiume Montone e il Rio Petrignone, a poco distanza dalla cittadella medicea di Terra del Sole, la Rocca di Monte Poggiolo domina le colline fino al mare. Dalle sue torri si vede l'area di scavi che hanno riportato alla luce una grande quantità di selci lavorate risalenti al Paleolitico. La Rocca, costruita dai fiorentini sui confini di stato tra Romagna e Toscana è il primo fortilizio fiorentino a pianta romboidale su disegno di Giuliano da Maiano (1471) atta ad ospitare le prime armi da fuoco. Tutt'altro che ampia abbraccia un perimetro di 146 metri, ha quattro torrioni circolari di cui la Torre Maestra si innalza da terra per 18 metri. Nel 1782 la Rocca con i possedimenti annessi passò in mano a privati e dal quel momento iniziò la sua decadenza.
Lapide sulla facciata di Palazzo del Diavolo
(A 1 chilometro e mezzo da Terra del Sole, poco prima di giungere a Montepoggiolo - Visitabile solo all'esterno)
La casa colonica detta Palazzo del Diavolo, ubicata non lontano dalla Rocca di Monte Poggiolo, dove dalla notte del 16 alla sera del 17 agosto 1849, inseguiti dai soldati austriaci, francesi e pontifici, trovarono asilo, presso il patriota Luigi Bassetti, Giuseppe Garibaldi e il suo compagno di fuga, capitano Leggero.
Sulla facciata del palazzo una lapide perpetua la memoria di quella storica sosta.
Insediamento di Belvedere
(A 2 chilometri da Terra del Sole - Visitabile su prenotazione presso l'assessorato alla Cultura di Forlì, piazza Morgagni 9, tel 0543/714111)
A Ca' Belvedere, a circa 200 metri di quota, nella parte alta del versante settentrionale di Monte Poggiolo, poco distante dal castello, nel 1983, durante l'attuazione di un programma di ricerche venne scoperto uno dei più importanti giacimenti preistorici d'Europa. Qui, oltre 800.000 anni fa arrivava il mare e gli uomini paleolitici scheggiavano la pietra tra le tranquille sabbie e ghiaie di un delta (nella foto un ciotolo ricomposto risalente a quel periodo). Si tratta di un'attestazione della presenza umana sul continente europeo fra le più antiche che si conoscano.
