Descrizione del Territorio
BORGHI

La Loggia Settecentesca

Chiesa di S. Croce

Chiesa di S. Cristoforo

Spilla dell'età del ferro
(Abitanti: 1.970 - Altitudine: 247 mt. slm)
Lungo una strada di crinale (a pochi chilometri dalla via Emilia, tagliando all'altezza di Savignano sul Rubicone) delimitata da vigne e da panorami di larghissimo respiro tra i fiumi Rubicone ed Uso, sorge Borghi, piccolo agglomerato di struttura medievale chiuso nella cerchia di mura maestose. Ubicato in posizione strategica fra Montefeltro e Romagna, ricco di castelli e di postazioni dominanti, è stato teatro di aspre conflittualità belliche. Conteso, fra '200 e '500, dallo Stato della Chiesa, i Montefeltro di Urbino e i Malatesta di Rimini, dopo il 1579 fu sotto il governo pontificio. In seguito ha partecipato alle infuocate battaglie che si sono succedute tra l'invasione napoleonica e la Repubblica Romana.
Tra il settembre e l'ottobre del '44, caposaldo collinare adriatico della "linea gotica", ha subito un feroce bombardamento. In particolare S.Giovanni in Galilea, dove si attestarono le difese tedesche, tra il 24 e il 30 settembre, ha vissuto un sanguinoso susseguirsi di duelli di artiglieria che hanno profondamente segnato il territorio.
Mura e torrione del castello
(Via del Poggio)
Le mura di Borghi furono costruite intorno al 1335 accogliendo gli abitanti del preesistente castello di Raggiano, che malgrado le fortificazioni di Ferrantino Novello Malatesta, fu distrutto da Galeotto Malatesta e Malatestino e poi abbandonato. Successivamente furono operate altre distruzioni ed altri rifacimenti, fino a quello attuale.
La loggia settecentesca
(Via Castello)
La loggetta settecentesca che si staglia sul fondo della strada alta del castello di Borghi. Il manufatto, perfettamente ristrutturato, copre una vecchia cisterna malatestiana ed è sereno luogo di sosta.
Chiesa di S.Croce
(Via Castello - Visitabile - tel 0541-947575)
Della bella chiesa di Santa Croce, nel cuore del borgo medievale fortificato, non si conosce l'epoca della fondazione ma si sa che fu ampliata nel 1740 dal vicino Rettore della parrocchia di San Andrea di Bagnolo, dalla quale dipendeva per le funzioni sacre.
Al suo interno è custodito un crocifisso di buona fattura. La torre campanaria non è originale, risale al 1947, dopo che fu distrutta la precedente torre settecentesca.
I dintorni
Chiesa di S.Cristoforo
(A 600 metri da Borghi, poco dopo Raggiano, Via Roma - Visitabile - Tel 0541-947575)
La Chiesa di S.Cristoforo come appare oggi, dopo il radicale intervento di recupero effettuato in seguito ai bombardamenti del settembre del '44.
Dell'antica chiesa, che, come quella attuale, svettava su un colle spazioso, si hanno notizie sin dal 1144.
L'archivio parrocchiale della Chiesa di S.Cristoforo offre documentazione di una vita molto attiva a cominciare dagli ultimi anni del 1500 per l'esistenza di numerosi oratori circostanti e per l'impegno pastorale dei sacerdoti che nel 1759 raggiungevano il ragguardevole numero di sette.
Tabernacolo Chiesa di S.Cristoforo
Sbalzato in argento e oro è un'opera di Guido Montanari da Rimini ed è stata realizzata contestualmente ai lavori di recupero della chiesa nel dopoguerra.
Guido Montanari da Rimini ha realizzato anche il paliotto in bronzo dell'altare maggiore.
San Giovanni in Galilea
(A 8 chilometri dal centro di Borghi, a sinistra sulla Provinciale Sogliano)
La sorpresa di una rupe ardita e forte coglie chi, da Borghi sale verso S.Giovanni in Galilea. Il paese merita una visita se non altro per le caratteristiche naturalistiche del luogo, così alto e inerpicato, da dare un senso costante di vertigine. Anche qui un gruppo di case, ma le antiche mura che circondavano il Castello di San Giovanni sono state abbattute dagli uomini e dal tempo e di esse restano pochi ma possenti ruderi. L'abitato, che occupa la cima del colle, è di forma oblunga e termina con un piccolo cimitero. La quiete del luogo, fra tombe ordinate e odori di bosso, rafforza il fascino di un panorama indimenticabile. In fondo si stagliano nitidi i tre castelli della Repubblica di S.Marino.
Ruderi del Torrione Centrale
(Piazzale della Rocca)
Un'emblematica torre resta tra i ruderi delle mura quattrocentesche del castello di S.Giovanni in Galilea, sul punto più alto del paese, dove l'occhio gira a 360 gradi e si perde fino al mare.
Resti dell'abside della Pieve di San Giovanni
(Laterale di Via la Pieve, parte basse del centro storico)
La chiesa, situata ai piedi del monte che ospita l'attuale castello, fu custode dei compiti spirituali ed amministrativi del territorio sin dal I millennio d.C.. Costruita in un luogo geologicamente instabile subì a varie riprese l'effetto di una frana. Così fu abbandonata dalla comunità religiosa e chiusa al culto nel 1741. Le frane si sono portate via i suoi ultimi resti.
Le fondamenta dell'abside sono state riportate alla luce nel 1970.
Resti della Porta Est
Ciò che resta della porta est del Castello di San Giovanni. Un tempo ospitava la sede del Comune (decaduto nel 1802), oggi il Museo Renzi.
Museo Renzi
(Via Matteotti - Visitabile tutti i giorni tranne il lunedì - tel 0541-939028)
Don Francesco Renzi fondò il Museo, oggi ospite negli spazi ricavati a ridosso della rocca, l'8 giugno del 1879, e vi pose, come ricorda nel suo "Album delle persone che di loro presenza onorarono il Museo e l'Osservatorio" (un'intima e dettagliata storia che tocca anche numerosi episodi della sua vita), la sua "raccolta Geologica, Archeologica e Paleontologica".
Francesco era nato a Borghi, il 10 febbraio 1822, e si era trovato a reggere la parrocchia di San Giovanni in Galilea (12 maggio 1868) quasi per obbligo formulato dal suo vescovo.
Aveva trovato, così, nell'organizzazione del museo un'occasione per sfuggire al ristretto spazio culturale ed umano che gli consentiva il piccolo paese. Negli anni, molte erano state le testimonianze di apprezzamento dell'opera del prete archeologo, fra le tante, l'Album, ne riporta una scritta di pugno dal poeta Giovanni Pascoli, il 10 maggio 1895. Il 14 ottobre dello stesso anno, a 73 anni, il sacerdote moriva ma la sua opera continuò ad essere meta di visite.
Un delicato impegno di recupero fu messo in atto successivamente al settembre del '44, quando il Museo fu bombardato e molti pezzi frantumati e dispersi. Il Museo, che dal 15 ottobre 1882 ospitò anche un Osservatorio meteorologico, custodisce anche un Archivio storico di documenti locali databili sin dal '700.
All'interno potete ammirare pregievoli reperti come:
I fossili, compongono la sezione paleontologica del Museo Renzi e provengono soprattutto dalla zona di Poggio Berni.
Zappetta protovillanoviana, ricavata da un corno di cervo fa parte della sezione preistorica. I reperti di questa sezione costituiscono una documentazione sufficiente per delineare la natura e l'evoluzione degli insediamenti umani che si sarebbero qui costituiti sin dal III millennio a.C. (neolitico)
Spilla e orecchini dell'età del ferro, inseriti nella sezione preistorica.
Stele funeraria. La massiccia stele funeraria romana di Lucius Oppius, di età repubblicana, è il più antico monumento funerario romano ritrovato in Romagna.
Piatti rinascimentali e brocche. Si tratta di reperti fittili rinascimentali, parte della sezione medievale - moderna, la collezione più importante del Museo Renzi.
La bottega ceramica annessa al museo
(Via della Rocca - Visitabile tutti i giorni tranne il lunedì - tel 0541-939028)
Sopra al Museo Renzi, in un'aerea e moderna torretta aperta sul panorama della vallata, opera una interessante bottega di ceramica la cui attività più singolare è la riproduzione, per il commercio, di piatti e vasi i cui disegni sono tratti dai reperti ritrovati nella zona circostante, così ricca di materiali di questo tipo da lasciar immaginare una precedente attività fittile collocabile tra il XIV e il XVIII secolo.
MASROLA, Museo della civiltà contadina
(Masrola, Via G.Di Vittorio - Visitabile - tel 0541-939128/939112)
Ubicato ad 11 chilometri da Santarcangelo (Statale Emilia) in direzione Ponte Uso è collocato all'interno di un ampio capannone adibito a museo e riorganizzato secondo i moduli dell'abitazione contadina. Al suo interno un'ampia raccolta di attrezzi, macchinari e suppellettili d'uso, messi insieme con grande passione da un privato, ricorda una civiltà di profonde radici ma in inesorabile vie di estinzione.
Lungo una strada di crinale (a pochi chilometri dalla via Emilia, tagliando all'altezza di Savignano sul Rubicone) delimitata da vigne e da panorami di larghissimo respiro tra i fiumi Rubicone ed Uso, sorge Borghi, piccolo agglomerato di struttura medievale chiuso nella cerchia di mura maestose. Ubicato in posizione strategica fra Montefeltro e Romagna, ricco di castelli e di postazioni dominanti, è stato teatro di aspre conflittualità belliche. Conteso, fra '200 e '500, dallo Stato della Chiesa, i Montefeltro di Urbino e i Malatesta di Rimini, dopo il 1579 fu sotto il governo pontificio. In seguito ha partecipato alle infuocate battaglie che si sono succedute tra l'invasione napoleonica e la Repubblica Romana.
Tra il settembre e l'ottobre del '44, caposaldo collinare adriatico della "linea gotica", ha subito un feroce bombardamento. In particolare S.Giovanni in Galilea, dove si attestarono le difese tedesche, tra il 24 e il 30 settembre, ha vissuto un sanguinoso susseguirsi di duelli di artiglieria che hanno profondamente segnato il territorio.
Mura e torrione del castello
(Via del Poggio)
Le mura di Borghi furono costruite intorno al 1335 accogliendo gli abitanti del preesistente castello di Raggiano, che malgrado le fortificazioni di Ferrantino Novello Malatesta, fu distrutto da Galeotto Malatesta e Malatestino e poi abbandonato. Successivamente furono operate altre distruzioni ed altri rifacimenti, fino a quello attuale.
La loggia settecentesca
(Via Castello)
La loggetta settecentesca che si staglia sul fondo della strada alta del castello di Borghi. Il manufatto, perfettamente ristrutturato, copre una vecchia cisterna malatestiana ed è sereno luogo di sosta.
Chiesa di S.Croce
(Via Castello - Visitabile - tel 0541-947575)
Della bella chiesa di Santa Croce, nel cuore del borgo medievale fortificato, non si conosce l'epoca della fondazione ma si sa che fu ampliata nel 1740 dal vicino Rettore della parrocchia di San Andrea di Bagnolo, dalla quale dipendeva per le funzioni sacre.
Al suo interno è custodito un crocifisso di buona fattura. La torre campanaria non è originale, risale al 1947, dopo che fu distrutta la precedente torre settecentesca.
I dintorni
Chiesa di S.Cristoforo
(A 600 metri da Borghi, poco dopo Raggiano, Via Roma - Visitabile - Tel 0541-947575)
La Chiesa di S.Cristoforo come appare oggi, dopo il radicale intervento di recupero effettuato in seguito ai bombardamenti del settembre del '44.
Dell'antica chiesa, che, come quella attuale, svettava su un colle spazioso, si hanno notizie sin dal 1144.
L'archivio parrocchiale della Chiesa di S.Cristoforo offre documentazione di una vita molto attiva a cominciare dagli ultimi anni del 1500 per l'esistenza di numerosi oratori circostanti e per l'impegno pastorale dei sacerdoti che nel 1759 raggiungevano il ragguardevole numero di sette.
Tabernacolo Chiesa di S.Cristoforo
Sbalzato in argento e oro è un'opera di Guido Montanari da Rimini ed è stata realizzata contestualmente ai lavori di recupero della chiesa nel dopoguerra.
Guido Montanari da Rimini ha realizzato anche il paliotto in bronzo dell'altare maggiore.
San Giovanni in Galilea
(A 8 chilometri dal centro di Borghi, a sinistra sulla Provinciale Sogliano)
La sorpresa di una rupe ardita e forte coglie chi, da Borghi sale verso S.Giovanni in Galilea. Il paese merita una visita se non altro per le caratteristiche naturalistiche del luogo, così alto e inerpicato, da dare un senso costante di vertigine. Anche qui un gruppo di case, ma le antiche mura che circondavano il Castello di San Giovanni sono state abbattute dagli uomini e dal tempo e di esse restano pochi ma possenti ruderi. L'abitato, che occupa la cima del colle, è di forma oblunga e termina con un piccolo cimitero. La quiete del luogo, fra tombe ordinate e odori di bosso, rafforza il fascino di un panorama indimenticabile. In fondo si stagliano nitidi i tre castelli della Repubblica di S.Marino.
Ruderi del Torrione Centrale
(Piazzale della Rocca)
Un'emblematica torre resta tra i ruderi delle mura quattrocentesche del castello di S.Giovanni in Galilea, sul punto più alto del paese, dove l'occhio gira a 360 gradi e si perde fino al mare.
Resti dell'abside della Pieve di San Giovanni
(Laterale di Via la Pieve, parte basse del centro storico)
La chiesa, situata ai piedi del monte che ospita l'attuale castello, fu custode dei compiti spirituali ed amministrativi del territorio sin dal I millennio d.C.. Costruita in un luogo geologicamente instabile subì a varie riprese l'effetto di una frana. Così fu abbandonata dalla comunità religiosa e chiusa al culto nel 1741. Le frane si sono portate via i suoi ultimi resti.
Le fondamenta dell'abside sono state riportate alla luce nel 1970.
Resti della Porta Est
Ciò che resta della porta est del Castello di San Giovanni. Un tempo ospitava la sede del Comune (decaduto nel 1802), oggi il Museo Renzi.
Museo Renzi
(Via Matteotti - Visitabile tutti i giorni tranne il lunedì - tel 0541-939028)
Don Francesco Renzi fondò il Museo, oggi ospite negli spazi ricavati a ridosso della rocca, l'8 giugno del 1879, e vi pose, come ricorda nel suo "Album delle persone che di loro presenza onorarono il Museo e l'Osservatorio" (un'intima e dettagliata storia che tocca anche numerosi episodi della sua vita), la sua "raccolta Geologica, Archeologica e Paleontologica".
Francesco era nato a Borghi, il 10 febbraio 1822, e si era trovato a reggere la parrocchia di San Giovanni in Galilea (12 maggio 1868) quasi per obbligo formulato dal suo vescovo.
Aveva trovato, così, nell'organizzazione del museo un'occasione per sfuggire al ristretto spazio culturale ed umano che gli consentiva il piccolo paese. Negli anni, molte erano state le testimonianze di apprezzamento dell'opera del prete archeologo, fra le tante, l'Album, ne riporta una scritta di pugno dal poeta Giovanni Pascoli, il 10 maggio 1895. Il 14 ottobre dello stesso anno, a 73 anni, il sacerdote moriva ma la sua opera continuò ad essere meta di visite.
Un delicato impegno di recupero fu messo in atto successivamente al settembre del '44, quando il Museo fu bombardato e molti pezzi frantumati e dispersi. Il Museo, che dal 15 ottobre 1882 ospitò anche un Osservatorio meteorologico, custodisce anche un Archivio storico di documenti locali databili sin dal '700.
All'interno potete ammirare pregievoli reperti come:
I fossili, compongono la sezione paleontologica del Museo Renzi e provengono soprattutto dalla zona di Poggio Berni.
Zappetta protovillanoviana, ricavata da un corno di cervo fa parte della sezione preistorica. I reperti di questa sezione costituiscono una documentazione sufficiente per delineare la natura e l'evoluzione degli insediamenti umani che si sarebbero qui costituiti sin dal III millennio a.C. (neolitico)
Spilla e orecchini dell'età del ferro, inseriti nella sezione preistorica.
Stele funeraria. La massiccia stele funeraria romana di Lucius Oppius, di età repubblicana, è il più antico monumento funerario romano ritrovato in Romagna.
Piatti rinascimentali e brocche. Si tratta di reperti fittili rinascimentali, parte della sezione medievale - moderna, la collezione più importante del Museo Renzi.
La bottega ceramica annessa al museo
(Via della Rocca - Visitabile tutti i giorni tranne il lunedì - tel 0541-939028)
Sopra al Museo Renzi, in un'aerea e moderna torretta aperta sul panorama della vallata, opera una interessante bottega di ceramica la cui attività più singolare è la riproduzione, per il commercio, di piatti e vasi i cui disegni sono tratti dai reperti ritrovati nella zona circostante, così ricca di materiali di questo tipo da lasciar immaginare una precedente attività fittile collocabile tra il XIV e il XVIII secolo.
MASROLA, Museo della civiltà contadina
(Masrola, Via G.Di Vittorio - Visitabile - tel 0541-939128/939112)
Ubicato ad 11 chilometri da Santarcangelo (Statale Emilia) in direzione Ponte Uso è collocato all'interno di un ampio capannone adibito a museo e riorganizzato secondo i moduli dell'abitazione contadina. Al suo interno un'ampia raccolta di attrezzi, macchinari e suppellettili d'uso, messi insieme con grande passione da un privato, ricorda una civiltà di profonde radici ma in inesorabile vie di estinzione.
