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Descrizione del Territorio
BAGNO DI ROMAGNA

Via del Voltone
Primo insediamento medievale del paese, era sede delle botteghe degli antichi artigiani del legno.


la Chiesa di S. Maria Assunta


Bronzetto votivo muliebre, (Museo Archeologico di Sarsina)
La piccola scultura di epoca romana, II sec. d.C., è stata ritrovata nelle terme di S.Agnese durante i lavori del 1962.


S. Agnese
(Abitanti: 938 - Altitudine: 492 mt. slm)

E' dolce e lunga la salita che dalla pianura conduce verso Bagno di Romagna. La superstrada E45 ha tagliato le curve ed appiattito le salite della statale 71 e l'antico Capitanato fiorentino (costituito nel 1454) è oggi un centro termale e turistico di grande richiamo, grazie anche alla sua felice posizione geografica.
Ubicato sulla strada per Roma, Bagno di Romagna acquisì importanza anche grazie alla sua Pieve, di cui si hanno notizie sin dall'871.
Dal 1404, prevalendo sulla potenza dei Conti Guidi che tenevano qui il proprio feudo da 400 anni, Firenze instaura il proprio dominio in queste zone. Nel 1923, anno primo dell'era fascista, con Regio Decreto, il Comune di Bagno è trasferito dalla provincia di Firenze a quella di Forlì.
Ma sono le terme la vera identità di Bagno.
Le radici della sua fisionomia turistico-termale si formano duemila anni fa, si sviluppano nel Rinascimento - quando i grandi personaggi dell'epoca (da Cellini ai Medici) contribuirono a darle lustro usufruendo dei benefici delle sue acque termali - e si consolidano all'inizio del '900 con la realizzazione di nuovi alberghi e locande.
Tra Romagna e Toscana: terme e natura, storia ed arte, religiosità e folklore, gastronomia e artigianato, con in più quell'atmosfera di solida cordialità dove s'incontrano l'esuberanza romagnola e l'orgoglio toscano: ecco le tessere che compongono l'identità di Bagno di Romagna.

Palazzo del Capitano
(Via Fiorentina - visitabile - Tel. 0543/911037)
I capitani e i rettori che Firenze mandava ai confini del suo dominio, e che abitavano il Palazzo del Capitano (costruito alla metà del '400, in stile fiorentino), coordinavano l'unità amministrativa costituita dai comuni del Capitanato della Val di Bagno e assicuravano l'applicazione delle ordinanze e delle delibere della capitale.

Lo stemma di A. Leonardi Filicaia Capitani (1474).
I numerosi stemmi in pietra affissi sul fronte del Palazzo del Capitano, rimandano l'identità dei Capitani che si succedettero nei lunghi anni della illuminata dominazione fiorentina.

Lo stemma Mediceo datato 1523.
In quegli anni Bagno si espande ed aumentano commerci ed attività. Sotto i Capitani il Medioevo scompare.

Piastra a ricordo dell'antica porta
Incastonata nel selciato della piazza Ricasoli proprio sul perimetro dove sorgeva la Porta di Santa Maria del castello di Bagno, riproduce su bronzo il disegno dell'antica porta abbattuta nel 1888.

Lapide della Madonna del Sangue
(Via Fiorentina, 7)
L'immagine ricorda il miracolo avvenuto il 20 gennaio 1498, quando il braccio sinistro della Vergine "sanguinò" a causa delle forti discordie che da tempo dilaniavano gli abitanti di Bagno, ed erano causa di spargimento di sangue.

S.Maria Assunta
(Piazza Ricasoli - Visitabile - tel. 0543/911199)
Solida ed essenziale, con tracce di romanico che s'intravvede ancora nel portale a colonnine, la chiesa di Santa Maria Assunta è il gioiello della città. E' stata per secoli (lo storico camaldolese Fortunio ne fa risalire la fondazione all'860 d.C., ma la prima memoria risale ad una bolla di Papa Adriano II diretta a Giovanni Vescovo di Arezzo e datata 13 novembre 872) il fulcro della vita sociale, religiosa e culturale dell'Alta Val Savio. Alla sua destra, vi trovò posto un monastero benedettino, occupato successivamente dai frati Camaldolesi. La chiesa fu rimaneggiata più volte nel corso dei secoli, oggi la vediamo a una navata con sette cappelle per lato e 9 altari. Il suo interno vale una sosta attenta alle numerose e pregevolissime opere artistiche che si porgono al visitatore nelle cappelle laterali. La Fonte Battesimale (prima cappella a sinistra, dopo l'ingresso) risale al Mille. Interessante anche il tabernacolo situato nella quinta cappella a sinistra, attribuito alla scuola di Giuliano da Maiano.

Il campanile di Santa Maria Assunta.
Alto 39 metri e costruito in tre fasi distinte, si può pensare che nel periodo feudale facesse parte dei sistemi difensivi del castello con funzione di torre. Oltre a note relative ad alcuni restauri condotti a partire dal 1874 non se ne hanno altre notizie.

Portale di Santa Maria Assunta
Inserito su un precedente portale ad arco a tutto sesto reca ancora i segni dell'assetto originario. In alto riporta una frammentaria scritta votiva.

Stemma camaldolese
In pietra serena collocato sopra all'ingresso dell'ex Monastero di San Salvatore, alla destra del portale di Santa Maria Assunta. Lo stemma dell'ordine (che qui tenne un proprio monastero ininterrottamente dal 1299 al 1808) mantiene parte della sua colorazione originale.

Le Opere all'interno di S.Maria Assunta:
Sant'Agnese, statua in terracotta invetriata, di Andrea di Marco Della Robbia (fine XV secolo), raffigura la giovane martire cristiana venerata a Roma sin dalla prima metà del IV secolo, stringe tra le mani i simboli del martirio: la palma, il libro e l'agnello.
La statua, 135 centimetri di altezza, verniciata negli anni successivi in smalto bianco è stata riportata ai suoi vividi colori originari nel '92. Tra cinque/seicento la santa, a cui si sovrappongono leggende locali che la descrivono nobile fanciulla sarsinate perseguitata perchè cristiana, diventa simbolo delle terme di Bagno.
San Sebastiano, statua in legno dipinto, alta 116 cm., opera di scultore ignoto dell'inizio del XVI sec. Custodito nella terza cappella a destra è stato per lungo tempo ricoperto di smalto bianco. Recentemente è stato restaurato.
Trittico di Neri di Bicci, tempera su tavola, (cm. 270 x 230), opera commissionata nel 1467 dal Priore Alessio al pittore fiorentino Neri di Bicci (1419-1491). E' collocata nel coro, in legno di noce del '700, situato dietro l'altare maggiore. Il pannello centrale raffigura Maria Assunta nell'atto di porgere la sacra cintola a Tommaso Apostolo la cui immagine si staglia sul fondo oro della tavola. In primo piano è dipinto un sarcofago decorato avente molte varietà di fiori lungo i bordi superiori. Nello sfondo appare un paesaggio collinare tipicamente toscano. Il pannello di sinistra reca le figure in piedi di San Benedetto, Giovanni Battista e Pietro. Nel pannello di destra sono invece le immagini di San Romualdo, Sant'Agnese, San Paolo.
Natività - Adorazione del Bambino, olio su tavola, di anonimo toscano, XV sec. Rappresenta Gesù Bambino adorato dalla Madre, San Giovannino, San Bartolomeo, San Francesco, Santa Caterina e la Maddalena.
È un dipinto formato da sei assi di legno di pioppo, disposte in senso orizzontale e tenute da due traverse, non originali, fissate con chiodi.
Madonna col bambino, del secondo decennio del XV secolo, attribuita alla scuola di Donatello. Si tratta di uno dei primi calchi in gesso dell'opera di cui l'unico altro esemplare conosciuto è custodito a New York. E' un rilievo in stucco policromo, costituito da un unico pezzo integro, cavo sul retro e sotto la base. Alcuni piccoli fori nel collo e nel polso della Madonna fanno ritenere che l'immagine, tenuta in grande venerazione, siano state applicate delle decorazioni per impreziosirla. Situato precedentemente sulla parete sinistra all'esterno della Basilica, in uno nicchia di in pietra e cemento, dopo il restauro è stato collocata all'interno della Basilica.
Madonna del Sangue, xilografia anonima del XV secolo, situata nella dodicesima cappella a sinistra. Così chiamata per il miracolo del sanguinamento dal polso sinistro della Vergine, episodio riportato negli annali camaldolesi del 1498. Compromessa da un incendio è stata restaurata.
Madonna col Bambino tra S.Giovanni Battista e S.Giovanni Evangelista
Olio su tavola, dipinto attribuito a Michele Tosini detto Michele di Ridolfo del Ghirlandaio (Firenze 1503-1577). Il dipinto è formato da cinque tavole.
Angeli in volo e Colomba dello Spirito Santo, ambito del Sogliani (Firenze 1492 - 1544) cm. 130 x 270. Il dipinto centinato probabilmente costituiva soltanto la parte terminale di una grande pala d'altare che rappresentava l'"Annunciazione".
Annunciazione, olio su tela, 1584, cm. 168 x 115. L'Annunciazione è fiancheggiata dai Santi Giorgio, Giovannino, Elisabetta e Francesco; sormontata dal Padre Eterno in una gloria di Angeli.
Crocifisso, acultura lignea della metà del XV sec. a grandezza quasi naturale. Solenne è il "volto" nello strazio dell'agonia con la tensione del corpo risolta in ritmi armonici e pacati.
La tradizione vuole che l'opera sia giunta a Bagno di Romagna trasportata dalla piena del fiume Savio, dopo esservi stata gettata dagli abitanti del paese di Verghereto, dove era venerato presso il Monastero di S.Michele Arcangelo. trasportato nel vicino Oratorio della Santissima Annunziata posto fuori il Borgo della terra di Bagno. Nel 1778 l'Oratorio fui soppresso e il corocifisso fu collocato all'interno della Basilica nella cappella del Ss. Sacramento. Il crocifisso non è solo per i bagnesi un'opera d'arte, ma un elemento importante del culto religioso.
Vergine in trono e i Santi Battista e Francesco, affresco, (cm. 200 x 200) distaccato nel 1959 dalla Sala della Ragione del Palazzo dei Conti Guidi, sede dell'autorità di Governo del Capitanato Bagnese, ove si amministrava la giustizia. Il dipinto forse fu eseguito da un anonimo di fine quattrocento su commissione per richiamare gli imputati e i testimoni al sentimento religioso delle proprie dichiarazioni o affermazioni di fronte alle Autorità Supreme.
Madonna della Rosa o del Romitorio, tempera su tavola, (cm. 105 x 57,5) attribuita al Maestro di S.Ivo (1400-1405). Originariamente costituiva lo scomparto centrale di un polittico smembrato.
La splendida tavola proviene dal Romitorio della Visitazione situato ad 1 chilometro a monte di Bagno di Romagna, ivi portata dal priore camaldolese della Badia di Bagno, Alessio di Castello, quando vi si ritirò nel 1481. La Madonna è seduta in un tappeto rosso decorato a racemi aurei, secondo la posizione tipica della Madonna dell'Unità.

Le Terme
Le acque sulfuree e bicarbonato alcaline che sgorgano a Bagno di Romagna (i geologi garantiscono che sono piovute 700 anni fa ed è la permanenza nelle falde sotterranee ad aver dato loro le caratteristiche magiche che le hanno rese famose) fluiscono da una scaturigine della roccia ad una profondità di 8 metri e ad una temperatura di 45 gradi. Nei tre stabilimenti termali - Terme S.Agnese, Euroterme, Terme Roseo - specifiche linee dedicate alla bellezza mettono in pratica un sistema di beauty farm dove i fanghi e le acque si associano a trattamenti con attrezzature d'avanguardia ed ai benefici effetti di un ambiente ecologicamente puro. Il calore delle acque termali è utilizzato anche per il sistema di riscaldamento delle abitazioni.

Terme di Sant'Agnese
(Via Fiorentina, 17/19 - Visitabile - Tel. 0543/911018)
È il più antico stabilimento termale di Bagno ed è proprietario delle acque termali. Cantata e lodata da Marziale in epoca romana le "acque calidae" di Balneum erano poste sotto la protezione della ninfa Regina: il Cristianesimo per cancellare la memoria pagana legò invece il loro nome a quello di Santa Maria cui già aveva dedicato la Basilica.

Colonna con capitello
di epoca romana II sec. d.C., ritrovata in uno dei giardini situati nella parte posteriore delle Terme di S.Agnese durante i lavori di ripristino del complesso realizzati nel 1962.
Sullo stesso luogo sono stati rinvenuti tratti di un muro e di un tempietto dedicati alle acque.

Leopoldo II, Granduca di Toscana
Il busto marmoreo realizzato nella metà dell'800 ricorda l'opera di Leopoldo II in favore dello sviluppo delle Terme. Grazie all'intervento del Granduca nel 1828 si creò per le Terme, un'azienda autonoma che divenne opera pia nel 1890. Leopoldo II e prima di lui il padre Pietro Leopoldo, contribuirono con fondi e donazioni.

Palazzo Biozzi
(Piazza Ricasoli, 2 - Visitabile - Tel. 0543/911195)
Pregevole ed elegante edificio eretto da una facoltosa famiglia della borghesia locale durante la dominazione fiorentina, ospita oggi il Grand Hotel Terme Roseo.

S.Agnese
Tra cinque/seicento la dizione bagni di Santa Maria viene sostituita da Bagni di S.Agnese, da allora la figura della martire cristiana è il simbolo delle Terme di Bagno di Romagna: il corpo piagato della nobile fanciulla risanato dal bagno ristoratore nelle acque calde ne testimonia le propietà terapeutiche.

Il Centro Visite
del Parco delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna
(Via Fiorentina - Visitabile - Tel. 0543/911304)
E' un primo approccio alla conoscenza ed alla visita del Parco Nazionale nel cui perimetro è compreso parte del territorio di Bagno di Romagna. All'interno del Centro è ospitato un allestimento espositivo in grado di raccontare, in modo simpatico e coinvolgente, natura storia e cultura della grande area naturalistica protetta.

Le passeggiate

Sorgente del Chiardovo (all'estremità del paese)
Lungo un viale alberato, tra gorgoglii d'acque e odori di bosco, si giunge nel punto dove sgorga l'acqua sulfurea.

Cimitero Monumentale Neogotico (a nord del paese)
Progettato nel 1888 da Cesare Spighi. Quest'ultimo, ingegnere ed architetto di padre sanpierano, è anche l'autore del primo piano regolatore di Bagno e San Piero.
SAN PIERO IN BAGNO

Palazzo Giommoni


Ponte dei Frati


Chiesa di S. Apollinare
Poggio alla Lastra


Lago dei Pontini
(Abitanti: 3137 - Altitudine: 492 mt. slm)

Cuore commerciale e sede del Municipio di Bagno di Romagna, San Piero in Bagno deve la sue caratteristiche alla sua identità di luogo di transito per il superamento del crinale appenninico. Le funzioni "commerciali" di S. Piero sono assai antiche, tanto che il Cardinale Anglico le segnala già nel suo "rapporto" del 1371.
Lo sviluppo del paese si ebbe dopo la distruzione del castello di Corzano (1527), cucuzzolo verde e tondeggiante che lo sovrasta, i cui abitanti scesero a valle. Nei primissimi anni Venti, dopo il disastroso terremoto del 1918, approfittando del crollo di alcuni edifici, fu aperto il tracciato attuale che "taglia" perpendicolarmente la vecchia strada.
Ancora oggi il crocicchio è denominato "sventramento". Divenne sede del Comune nel 1865, tra aspre polemiche e "guerre" con gli abitanti di Bagno di Romagna che, fino al 1865, fu sede municipale.

Piazza Salvador Allende
Già Piazza Vittorio Emanuele, costituisce il nucleo più suggestivo di San Piero in Bagno. Su di essa si affacciano pregevoli edifici di ispirazione toscana risalenti ai secoli XVII e XVIII. Una bella piazza, che ha avuto in passato anche una grande fontana in pietra.

Palazzo Giommoni
(Piazza Allende)
Dal nome dell'ultimo proprietario, attira lo sguardo di chi si affaccia sulla piazza Allende con il suo balcone con ringhiera in ferro battuto e i graffiti ottocenteschi che ne ornano la facciata. Sulle tre arcate del portico sono iscritte tre date: 1628, 1698 e 1778, che ricordano i progressivi accorpamenti che hanno dato vita al palazzo attuale.

Ponte dei Frati
Settecentesco ponte in pietra sul fiume Savio. E' adiacente alla Chiesa di S.Francesco situata a sua volta sul tracciato della via antica, oltre lo "sventramento".

Chiesa di S.Pietro
in Vincoli
(Piazza Martiri. Visitabile tel 0543/917038)
La Chiesa parrocchiale di S.Piero è ricordata per la prima volta negli Annali Camaldolesi (1401), poi in un testamento del 1404. I suoi libri di Battesimo risalgono al 1575. Succursale dell'Abbazia di Bagno, era servita da un monaco camaldolese. Verso la fine dell'800, tuttavia, la chiesa appariva assai compromessa dagli anni e dall'incuria, tanto che un apposito comitato sorto in quegli anni si propose la sua ricostruzione.
All'interno: S.S. Crocifisso del Soccorso, dipinto a tempera su tela, applicata su tavola sagomata e racchiusa in una cornice d'argento. Opera di autore anonimo di scuola fiorentina del XV secolo veniva esposto ai fedeli per scongiurare i terremoti.

I dintorni

CORZANO
(A 4 km da Piazza Allende imboccando Via Verdi)
Luogo raccolto e spirituale, sul suo colle si respira la storia e dalla sua altitudine si domina uno dei paesaggio più sorprendenti della Val Savio. La cima del colle, un tempo organizzata a cittadella con castello e mura, è dominata dai resti imponenti dell'antica rocca medievale. Sull'altro estremo della cima del colle, coperto da alti alberi ombrosi, sorge il Santuario.

Resti del Castello di Corzano
La fortezza, appartenuta ai conti Guidi e conquistata nel 1404 da Firenze fu distrutta nell'aprile del 1527 dalle orde dei soldati Lanzichenecchi nel loro passaggio verso il sacco di Roma.

Il Santuario
(Visitabile - Tel. 0543/917402)
La parte centrale della chiesa attuale, con due piccole navate laterali, ad archi romanici (che dà alla costruzione un'impronta di croce greca), potrebbe essere stata costruita sui resti di un'antica chiesetta romanica, risalente al Mille. Annesso alla chiesa vi è un ospizio, che è stata dimora di alcuni eremiti.
All'interno: Madonna col Bambino e Santa Caterina di Alessandria, affresco, pregevole opera di un artista anonimo tardo gotico romagnolo del secondo quarto del quindicesimo secolo dipinta su un muro dell'antica chiesetta romanica su cui sorge l'attuale Santuario di Corzano.
Sfuggita alla distruzione dei Lanzichenecchi l'opera fu staccata dal muro sin dal 1923, racchiusa in una cornice e collocata al centro del Santuario, sullo sfondo dell'altare.
La bella Madonna di Corzano è molto venerata in tutta la Val Savio, in particolare è dedicata a lei l'ultima domenica d'agosto, quando ogni villaggio ed ogni casolare accende un falò in onore della Vergine e l'intera vallata brilla di luci palpitanti.
Ultima cena, tempera su tela, di pittore fiorentino dell'ultimo decennio del XVI secolo.
Ex voto, commissionato nel 1870, per grazia ricevuta, da un frate francescano che intese così ringraziare la Madonna per lo scampato pericolo di morte dopo tre rovinose cadute.

POGGIO ALLA LASTRA
(a 18 chilometri da S.Piero in Bagno)
Il suggestivo borgo di Poggio alla Lastra si raggiunge, una volta lasciato alle spalle il valico del Carnaio, tramite una laterale in prossimità di Santa Sofia. Dopo qualche chilometro, immersi nel verdeggiante paesaggio ecco apparire Poggio alla Lastra.

Chiesa di Sant'Apollinare
(Visitabile, contattare il parroco di S.Sofia - Tel. 0543/970159)
Ricostruita nel 1924 dopo che il terremoto del 1918 l'aveva seriamente compromessa è situata sull'impianto di una antica chiesa distrutta a sua volta nel terremoto del 1584.
All'interno: Madonna col Bambino, affresco, di autore anonimo, risalente alla seconda metà del '500 e scoperto casualmente nel 1910. Nella stessa data è venuta alla luce anche parte dell'iscrizione dedicatoria col nome del parroco committente: (DOMINUS NICOLAUS DE S.SOPHIA. RECTOR HUIS E(CCLESI)E. DIE XIX. SE(PTEMBRIS)...

S. SILVESTRO IN FONTECHIUSI
Chiesa Parrocchiale

(A 3 km sulla SS71 in direzione Cesena - Visitabile - tel.0543/917809)
Chiesa parrocchiale documentata almeno dal 1299 e dotata di fonte battesimale già dal 1302, privilegio che la innalzava a pieve o prioria. Ristrutturata dopo il terremoto del 1918, ha al suo interno una notevole cappella di pietra scolpita, vero trionfo dell'ornamentazione in pietra serena, dedicata nel 1513 da Papa Leone X alla Madonna. La parrocchia, ancora popolosa, è retta da uno degli ultimi curati di campagna.
All'interno: Madonna del latte, opera anonima dell'inizio del '600.
E' uno straordinario dipinto su tavola in legno tornata alla chiesa di San Silvestro per iniziativa del parroco don Natale de' Vincenzi dopo una lunga peregrinazione (27 anni) tra i musei di Bologna e Firenze.
Acquasantiera, pregevole opera, XVI secolo, in marmo bianco decorata con giglio fiorentino

Le passeggiate

Ca' di Gianni
(a 2 km da San Piero in Bagno - Visitabile - Tel. 0543/917358-918494 chiedere di Giocondo)
Superato il Ponte dei Frati si prende la strada provinciale in direzione di Acquapartita. A tre chilometri, sulla destra, c'è la deviazione per Ca' di Gianni. Qui, l'antico centro padronale ristrutturato (casa, servizi, cascinali) ha saputo conservare l'officina agricola del secolo scorso e un'antica segheria ad acqua.

Lago di Acquapartita
(S.P. 45, a km.8 da S.Piero in Bagno direzione Alfero, Fumaiolo)
Numerose sono le fonti documentali che testimoniano le frane del Monte Comero (1371 metri slm) e il formarsi di piccoli specchi d'acqua che vennero a costituirsi per l'ostruzione dei numerosi fossi che innervano le sue pendici. Movimenti consistenti si verificarono negli anni 1400, 1584, 1811, 1827, 1828 e 1855. Una di queste ultime trascinò a valle il versante occidentale dando luogo, successivamente, al Lago di Acquapartita, precedentemente chiamato di Selvapiana.
Quest'ultimo, documentato fino dal XVIII secolo, fu importante bacino di pesca regolamentata per la comunità.
Successivamente il lago, denominato anche laghetto Biozzi, è stato in parte prosciugato per dare spazio agli edifici del Sanatorio di Acquapartita.

Lago dei Pontini
(A 5 chilometri da S.Piero in Bagno, sulla Strada Provinciale 45 in direzione Alfero, Fumaiolo)
Acque verde smeraldo e vegetazione composta sostanzialmente da aceri, cerri, roverelle e castagni caratterizzano questo tipico lago da frana in cui é vietata la balneazione ma si pesca in abbondanza. Per ripercorrere la sua origine vale la sintesi di Emanuele Reppetti nel "Dizionario Geografico - Fisico e Storico della Toscana" -...una porzione di questa montagna (il monte Comero. Ndr), nella parte che guarda fra ponente e ostro, sul principio del XV secolo franò e dalla parte medesima nel 30 marzo del 1817, dilamò per mezzo miglio quadrato di superficie. In questa ultima smotta furono dissepolti alcuni abeti rimasti forse sotterrati all'epoca dell'antecedente rovina del monte senza che quei tronchi d'albero avessero subita alcuna carbonizzazione -. Risale alla stessa epoca la formazione di altri laghetti (Lago Lungo e Lago dei Bagnesi) posti nelle vicinanze dei Pontini.